sabato 28 maggio 2011

Inler: la Juve lo soffia al Napoli!

Clamoroso quanto incredibile, Inler sembrava azzurro, ma ormai è quasi bianconero. La Juve ce lo strapperà quasi sicuramente accrescendo nei suoi confronti l’odio dei tifosi azzurri.

L’addio dello svizzero arriva quasi in contemporanea con un’altra trattativa quasi sicura saltata: quella di Matavz, che rinuncia al Napoli dopo che tutto sembrava fatto, ma non da qualche giorni, addirittura da mesi. Ma cosa sta succedendo nel mercato del Napoli?

La società azzurra, come ha dichiarato il suo presidente, è alla ricerca di almeno quattro elementi all’altezza della situazione, tenendo sempre occhio al cosiddetto fair play finanziario. Lo stesso Mazzarri, dopo un lungo silenzio, si è pronunciato sulla questione in piena sintonia con la società, ad ulteriore conferma di un’armonia finalmente ritrovata.

Bene, giusto il fair play ed il rispetto delle regole, ma attenzione a non farci soffiare i pezzi migliori. L’arrivo di Inler sembrava cosa fatta, ma adesso subentra la Juve e ce lo porta via. Scarsa motivazione del giocatore ad arrivare a Napoli? Non ci pare: basti pensare alla scorsa stagione quando segna e non esulta, e quando sorride a chi gli chiede se ha preso casa a Napoli.

Sui giornali e sugli altri organi di informazione specializzati, si parla già di mercato, e ci sono già i primi trasferimenti per qualche grande. Per il Napoli, invece, ancora niente. Anzi, vige un generale silenzio, né circola alcuna voce di trattativa.

A questo punto le possibilità sono due: o il Napoli è in grave ritardo rispetto alle grandi, e non intende fare sfaceli sul mercato, oppure la società tiene il massimo riserbo, complice la stampa, perché sta preparando qualche colpo ad effetto. Bigon e gli altri non sono degli sprovveduti, e acquisti come quello di Cavani e di Dossena fanno ben sperare sulla sorpresa.

Qualunque sia lo scenario, noi, come sempre speriamo nel bene del Napoli, e che i nuovi arrivi siano all’altezza di tre competizioni, ed in particolare di quella conquistata quest’anno: la tanto attesa Champions League.

Quest’anno ha trionfato il Barcellona, con una grande prova di forza. L’anno prossimo toccherà al Napoli, e per noi tifosi si fa già difficile stare nella pelle.

lunedì 23 maggio 2011

E adesso arriva Inler!



Con la definizione della telenovela Mazzarri, risolta con la riconferma del tecnico, è tempo di pensare al mercato. Dopo le conferme di Cavani e Yebda, il primo acquisto del Napoli sarà il tanto agognato Gokhan Inler.

Dopo i tira e molla con l’Udinese, probabilmente sarà colmato il gap di carattere economico con il Napoli, ed il centrocampista svizzero sarà presto azzurro.

Si avvererà presto quella che dalla scorsa stagione è stata una voce sempre più insistente, che vedeva ilgiocatore volere fortemente la piazza, ma la sua società che lo bloccava per poter ricavare qualche milione di euro in più. Che Inler volesse il Napoli è stato chiaro più che mai in due occasioni: Prima, a dicembre, quando a domanda diretta se avesse preso casa a Napoli, il calciatore rise imbarazzato. Poi, qualche settimana fa, quando Inler segna al Napoli e non esulta, e poi si giustifica dicendo di avere molti amici all’ombra del Vesuvio.

Inler sarà uno dei centrocampisti che mancava al Napoli e che può permettere il salto di qualità. Salto di qualità che farà anche lui accedendo a Napoli, perché avrà la possibilità di giocarsi la Champions League entrandovi dalla porta principale.

Ufficiale: Mazzarri rimane al Napoli!

La montagna ha partorito un topolino. Mai topolino fu più gradito. Mazzarri resta al timone del Napoli e tutte le polemiche dei giorni passati si risolvono con un nulla di fatto. Ora i tifosi possono tirare il fiato, e tornare ad acclamare l’allenatore che ci ha portati in Champions League. La decisione è stata partorita dalla riunione fiume svoltasi a Roma con tutti i vertici: quel famoso incontro di cui aveva parlato Mazzarri.

Finalmente, direbbe qualcuno di noi. Finalmente il più logico epilogo di una vicenda che aveva assunto dei tratti preoccupanti, e che rischiava di minare il roseo futuro degli azzurri, che hanno fatto tanto per conquistare l’ambito obiettivo chiamato Champions League.

La notizia è stata ufficializzata da un comunicato della società, che ha ammesso, a differenza di quanto prima si era detto, di avere avuto delle incomprensioni con il tecnico.

Mazzarri resta, ma solo tra qualche giorni conosceremo le motivazioni che lo hanno portato a rimanere, trovando l’accordo con presidente e società. E’ probabile che ci sia stato un lauto aumento di ingaggio, è probabile che la società abbia promesso al tecnico una adeguata campagna acquisti per rinforzare la squadra e prepararla alla Champions. E’ probabile che il buon senso abbia prevalso, come è giusto che sia e come è sempre più difficile in questo calcio.

Adesso che il peggio sembra passato, il Napoli può cominciare a programmare il futuro, che si chiama prossima stagione agonistica. La squadra competerà su tre fronti, ed è per questo che deve farsi trovare pronta, ed allestita nel modo adeguato. Ci penserà De Laurentiis con il suo portafogli, la società con le sue scelte ed il tecnico con il suo avallo. Ritorna lo spirito di gruppo, finalmente, e speriamo che questo spirito faccia il Napoli ancora più grande. E si comincia dalle riconferme di Cavani, Yebda e probabilmente Lavezzi.

Mazzarri è stato bravo e furbo a restare, ma per il futuro forse deve stare un po’ più attento a gestire i contatti con le altre società, e deve cercare di resistere un po’ di più alle voci di lusinga degli altri club. Roma e Juve si sono fatti realmente vivi, è inutile negarlo, ma hanno girato altrove dopo la titubanza del tecnico, che prima ha fatto il vago, poi, quando le voci erano scemate, ha smentito tutto. Non poteva farlo prima? Ovviamente no, e questo speriamo faccia riflettere Mazzarri, e lo renda consapevole che una piazza come Napoli non riuscirà mai a trovarla.

Mazzarri, fatti furbo: resta!

La telenovela continua, e Mazzarri ancora non si sbottona. Che intenzioni ha per il prossimo anno? Onorare il contratto oppure no?

In settimana ci sarà probabilmente l’incontro con De Laurentiis, che finora ha risposto picche. Oppure no? In questo eventuale secondo caso, non si escludono clamorose dimissioni da parte di Mazzarri. E poi? Rimarrà fermo un anno?

Gli scenari in serie A si vanno delineando, e le due panchine che corteggiavano Mazzarri sembrano già occupate: alla Juve andrà Conte, alla Roma uno tra Ancelotti, Pioli o Villas Boas (salvo sorprese) e per Mazzarri, come panchine interessanti rimarrebbero soltanto quella di Palermo e Genoa, anche se Gasperini e Malesani pare siano in pole per le rispettive piazze.

Mazzarri ha fatto il prezioso per due mesi e ora rischia di rimanere con un pugno di mosche in mano. Fermo un altro anno, come accadde con la Samp, pronto a fare da avvoltoio alla prima panchina che salta, e non sarà la stessa cosa, non sarà come a Napoli, perché Napoli è unica.
La cosa che più fa male, e che fa perdere un pochetto di stima nei confronti della persona, è che le voci di interessamenti altrui vengono smentite solo ora che le indiscrezioni si stanno allontanando e stanno diminuendo, quasi a dire: “Juve e Roma non mi vogliono? Ma non mi hanno mai cercato” cosa che pare non sia affatto vera.

E ora? Mazzarri deve farsi furbo, e rimanere a Napoli. L’aumento probabilmente arriverà, i giocatori pure, mentre un treno come quello di Napoli per lui difficilmente tornerà a passare.

Mazzarri, fatti furbo: resta!

domenica 22 maggio 2011

Le pagelle di Juventus - Napoli

foto: www.tuttosport.com




De Sanctis 6: incerto su qualche parata, rimedia su altre

Santacroce 6,5: molto bravo su Del Piero, lo innervosisce parecchio.

Cribari 5,5: preciso e pulito, tranne che in occasione del gol di Matri, anche se c’è sospetto fuorigioco.

Ruiz 5,5: due errori: uno per poco non fa segnare Toni; l’altro causa un corner dal quale nasce il gol juventino di Chiellini.

Maggio 6,5: gran bel gol e prestazione molto positiva, annulla Pepe.

Maiello 6: per la prima volta titolare, dopo l’esordio in serie A dello scorso anno. Prova autoritaria, potrebbe tornare utile, anche se deve migliorare nel senso di posizione.

Dal 22’ s.t. Hamsik s.v.

Zuniga 7: irride gli avversari seminando il panico sulla fascia e collezionando falli cattivi dovuti alla frustrazione per non riuscire a fermarlo

Sosa 5: finisce il suo campionato come era cominciato: anonimo o quasi.

Dal 8’ s.t. Lavezzi 6,5: una furia, vuole il gol e lo sfiora proprio nel finale grazie ad una bella parata di Buffon.

Mascara 6: se la gioca e non molla, come i tifosi volevano.

Lucarelli 6,5: ce l’ha fatta. Un bel gol che spazza via una stagione da dimenticare. Difficilmente resterà a Napoli, ma ci fa piacere che anche lui è tra i marcatori del Napoli.

Dal 41’ s.t. Aronica s.v.

All.: Mazzarri 6: poco o nulla da segnalare. La partita più importante, per lui, probabilmente si giocherà in settimana.

Juventus-Napoli 2-2

Juventus: Buffon, Salihamidzic, Barzagli, Bonucci, Chiellini, Krasic (30' st De Ceglie), Marchisio, Aquilani, Pepe (1' st Boniperti), Del Piero, Toni (26' st Matri). A disp. Storari, Martinez, Sorensen, Giandomenico. All. Del Neri

Napoli: De Sanctis, Santacroce, Cribari, Ruiz, Maggio, Gargano, Maiello (22' st Hamsik), Zuniga, Sosa (8' st Lavezzi), Mascara, Lucarelli (41' st Aronica). A disp. Gianello, Grava, Cannavaro, Dossena. All. Mazzarri

Arbitro: Rizzoli di Bologna
Marcatore: 22' pt Maggio (N), 2' st Chiellini (J), 25' st Lucarelli (N), 39' st Matri (J)
Note: ammoniti Chiellini, Ruiz, Marchisio, Mascara, Gargano

Finisce con un pari, come era cominciata, e con la soddisfazione di non aver ceduto il passo alla Juve, nonostante la partita per gli azzurri non avesse alcuna importanza. In compenso abbiamo contribuito a scacciare la Juve dall’Europa, con una prestazione all’altezza svolta prevalentemente dalle seconde linee.

Una partita godibile, che il Napoli ha ben giocato, e che ha visto con piacere la marcatura di Lucarelli, autore di un bel gol di testa, il primo ed unico in campionato, ma, considerato l’infortunio, è una bella soddisfazione per lui e per tutto l’ambiente.

Peccato che non ci sia stato tempo per il ritorno al calcio giocato di Grava, che inspiegabilmente non è stato schierato.

Il Napoli chiude a quota settanta punti un campionato strepitoso, da incorniciare, che ci ha restituito la gioia di credere in qualcosa di grande e non solo nel nostro smisurato tifo nei confronti della squadra.

Il Napoli può fare solo di meglio, dipenderà da squadra, società e allenatore.
La palla passa ora a questi ultimi due, che dovranno agire con la massima intelligenza e razionalità per il bene della squadra.

Va in archivio la stagione 2010-2011, ora si prepara la prossima e l’attesa è già tanta. Come faremo ad ingannare l’attesa? Con la consapevolezza che i sogni possono diventare realtà.

venerdì 20 maggio 2011

Napoli, basta festeggiare: c'è la Juve!

La settimana successiva la conquista della Champions League è stata un susseguirsi di festeggiamenti, che sono cominciati allo stadio dopo la partita e sono continuati nei locali, nei ristoranti e presso i punti vendita dei vari sponsor e licenziatari del Napoli.

Tutto giusto, tutto meritato, tutto bello, come non lo era da tempo, ma manca ancora una gara di campionato, ininfluente per la classifica azzurra, ma non una gara qualunque per il tifo azzurro: domenica sera si affronta la Juventus.

I bianconeri hanno offerto ai propri tifosi una stagione da dimenticare, che è andata ancora una volta al di sotto delle aspettative. Domenica per i bianconeri ci sarà un ultimo lumicino di speranza per l’Europa League, che il Napoli è chiamato a spegnere senza pietà, considerando la grande rivalità che esiste tra le due tifoserie.

Non è una gara qualunque quella con la Juve, ed è per questo che, dopo tutti i festeggiamenti di questi giorni, il Napoli corre il pericolo di arrivare alla gara di Torino scarico e demotivato, cosa da evitare, per evitare di dare un inutile dispiacere al proprio tifo.
Si farà probabilmente affidamento alle motivazioni del “Napoli – due”, con l’innesto di una serie di giocatori non titolarissimi, che hanno giocato di meno, e che potranno mettersi in mostra, inutile nasconderlo, anche per puntare ad altri lidi. Uno di questi sarà sicuramente Pazienza, che non è affatto una seconda linea, ma che probabilmente l’anno prossimo si accaserà proprio alla Juve, che invece, sempre probabilmente, ci ridarà Rinaudo, o quello che ne resta.

Potrebbe essere della gara anche Gianluca Grava, che domenica scorsa abbiamo già visto correre in campo, ma per i festeggiamenti. Dopo il lungo infortunio quella con la Juve potrebbe essere l’occasione per rivederlo in campo e restituito meritatamente al calcio giocato. Anche se non è sceso in campo, il suo attaccamento alla maglia si è fatto sempre sentire in qualche modo.

Non sarà della gara, invece, Fabio Quagliarella, l’ex con il dente avvelenato, ma forse sarà meglio così: dopo le dichiarazioni contro il Napoli, che, a suo modo di vedere, avrebbe infangato il suo nome e tradito la sua fiducia, è meglio che si concentra sul suo pieno recupero fisico. Almeno quello è possibile…

Il futuro di Mazzarri: una telenovela

Lo diciamo senza ironia, perché non abbiamo nulla contro telenovela e soap opera, ma il futuro di Mazzarri sta tenendo banco come difficilmente ci aspettavamo. Un continuo tourbillon di rinvii, incertezze e nomi da accostare alla panchina azzurra (ultiva voce, il ritorno di Edy Reja), in caso di addio del tecnico artefice del terzo posto e della storica qualificazione in Champions League.

Il caso lo ha creato il tecnico stesso, e ora proprio lui rischia di farsi tornare il micidiale boomerang. Lo hanno corteggiato Juve e Roma, piazze abituate ad un certo tipo di calcio, che sicuramente possono stuzzicare il tecnico, che adesso però si ritrova con un pugno di mosche in mano, perché entrambi i club pare si stiano orientando altrove per la guida tecnica.

Mazzarri in un sol botto si è visto spuntare le armi da mettere in campo nel famoso e tanto atteso faccia a faccia con De Laurentiis, che invece, dal canto suo, sta facendo cuocere il tecnico “nel suo brodo”, pensando prima al rinnovo di Cavani, dispendioso, ma meritatissimo, e rimandando l’incontro, che secondo i bene informati doveva avvenire in questa settimana. Il presidente fa finta di niente, impugnando il contratto che è ancora per un anno, ma è certo che i due dovranno pur incontrarsi, se non per il mercato, che deve partite al più presto possibile e che non può fare a meno dell’avallo di chi allena la squadra.

Mazzarri chiede un aumento, legittimo, e uomini all’altezza della Champions, legittimo anche questo, ma le vicende degli ultimi giorni gli fanno acquisire minore potere in una querelle che, se chiusa male, potrebbe anche portare ad un clamoroso stop forzato del tecnico, che per la prossima stagione potrebbe addirittura restare, inizialmente, senza una panchina, esattamente come gli accadde con la Samp, quando poi, a campionato in corso, scelse Napoli.

In questi casi dovrebbe prevalere il buon senso, e soprattutto il bene del Napoli, che in una stagione importantissima per la sua crescita come quella che inizierà a luglio, deve, se non essere superiore, il Napoli è chiamato a fare almeno quanto fanno le grandi più blasonate.

Che la telenovela abbia fine, positiva, per il Napoli e i suoi tifosi.

martedì 17 maggio 2011

Mazzarri, presto la verità

Oggi, domani o dopodomani, forse in questa settimana, probabilmente la prossima: presto conosceremo il futuro di Walter Mazzarri.

Dopo i tanti silenzi, ammiccamenti, tergiversazioni e smentite, sapremo se Mazzarri siederà ancora sulla panchina del Napoli l’anno prossima oppure no. Quali percentuali? Tutto mescolato, per adesso, ed è di nuovo cinquanta e cinquanta.

Dopo la bufera del prima e dopo Lecce, le cose si sono un po’ appianate dopo il traguardo Champions raggiunto. Il presidente De Laurentiis ha più volte elogiato il tecnico, dicendo di non avere intenzione di lasciarlo andare, perché lo ritiene pedina inamivibile per la continuazione del processo di crescita del Napoli.

Il tecnico, dal canto suo, ha ringraziato, mantenendosi lucidi e guardingo, attendendo le mosse ufficiali del patron ,e prima di quelle ha furbamente evitato di sbottonarsi. Il rapporto con la stampa, dopo una prima indignazione generale degli organi di informazione, si è un po’ appianato. Sui giornali ci sono stati bei voti, e Mazzarri ha saputo elogiare anche la stampa, rimangiandosi in parte l’uscita di due sabato fa in cui invitò i tifosi a guardarsi dai detrattori. Proprio i tifosi sono pienamente con Mazzarri, e più volte gli hanno testimoniato il proprio affetto invitandolo a restare.

Ma adesso non c’è più tempo per i tira e molla, la telenovela sta per giungere alla fine. A breve presidente, staff societario e allenatore si riuniranno e insieme decideranno. E’ sicuro che, per fare restare Mazzarri, ci vorrà una forte contropartita tecnica oltre che economica, altrimenti si dovrà ricorrere ad altri, ed in lizza ci sono i soliti Gasperini, Rossi e Ranieri. La decisione dell’allenatore è forse la parte più importante della prossima stagione, perché, una volta deciso chi sarà la guida tecnica, si potrà cominciare a fare il mercato, er prendere gli elementi graditi al tecnico e compatibili con il gioco che intende praticare.

Noi ci auguriamo che Mazzarri resti, perché per lui parlano i numeri, i risultati, e le grandi capacità dimostrate con la squadra che ha avuto a sua disposizione. Nel calcio però non si sa mai, e in un mondo di professionisti tutto può succedere.
Quello che conta, come sempre, è il bene del Napoli.

lunedì 16 maggio 2011

Cosa manca al Napoli per la Champions?

Guai a chi ci sveglia. Anche se il sogno è diventato realtà, resta un sogno, raggiunto, grazie a questo collettivo straordinario che, guidato da un grande allenatore, ci ha regalato nuovamente l’ingresso nel calcio che conta.

Ventuno anni fa la Champions si chiamava ancora coppa dei Campioni, e vi accedeva soltanto chi vinceva lo scudetto. Adesso si chiama Champions League, ha una sigla (e che sigla) e ospita le prime tre o quattro della classe, ed è il torneo più spettacolare e difficile al mondo. Tra tutte quelle squadre ci sarà il Napoli, con i suoi colori azzurri e la sua grande “N”, valori, simboli di una vera e propria fede che tanto emoziona noi napoletani.

Ci saremo, finalmente, si comincia a settembre, ma l’attesa è già grande e sarà veramente difficile aspettare fino al giorno del fatidico esordio, contro avversarie di grande valore che riempiranno il san Paolo (si spera sia omologato) fino a farlo scoppiare.

La Champions è difficile, è facile uscire e per questo bisogna farsi trovare pronti, anzi, prontissimi.

Il Napoli in porta non ha problemi: ha un De Sanctis super, grande esperienza internazionale e grande rispolvero. Peccato che non è più un ragazzino, altrimenti sarebbe impensabile non portarlo in nazionale. Più che altro ci vorrebbe per lui un valido secondo.
La difesa azzurra pare stia crescendo bene. Con Ruiz che sta pian piano rientrando nel gioco azzurro, Hernandez che arriverà, ma che, almeno per il calcio che conta, resta un’incognita, c’è Cannavaro che è risultato in grande crescita quest’anno. Se si giocherà a tre o a quattro, c’è bisogno di almeno uno due rinforzi di valore per poter essere forti là dietro perché ormai è chiaro: vince chi subisce di meno.

Altra problematica, forse la più spinosa, è quella relativa al centrocampo. Molto dipenderà dall’allenatore che siederà sulla panchina del Napoli. Se sarà Mazzarri, occorre rinforzarsi ulteriormente sulle fasce, dare ricambio agli uomini di interdizione, e, se possibile, fornirsi finalmente di un regista. Il Napoli quest’anno ha giocato solo sulle fasce o sugli scambi corti con gli attaccanti. Una variante interessante potrebbe essere sfruttare le verticalizzazioni di qualcuno che sappia farle.

E’ forse l’attacco dove il Napoli è messo meglio, con Cavani, Lavezzi e Hamsi che sono un trio delle meraviglie che può fare faville anche in Europa, come ha già parzialmente mostrato in occasione delle gare di Europa League.

Presto conosceremo il nuovo Napoli, ma, probabilmente, solo dopo aver capito chi sarà l’allenatore per la prossima stagione. Noi, per quello che ha fatto quest’anno e l’altro anno, ci auguriamo che sia ancora Walter Mazzarri.

Napoli-Inter 1-1: pagelle

Napoli: De Sanctis, Campagnaro, Cannavaro, Aronica, Maggio, Gargano, Pazienza, Dossena (38' st Vitale), Zuniga (25' st Yebda), Hamsik (34' st Sosa), Lavezzi. A disp. Iezzo, Santacroce, Ruiz, Lucarelli. All. Mazzarri
Inter: Julio Cesar, Maicon, Ranocchia (32' st Samuel), Materazzi, Nagatomo, Zanetti, Thiago Motta, Cambiasso (30' st Mariga), Kharja, Milito, Eto' o (15' st Pazzini). A disp. Castellazzi, Chivu, Coutinho, Pandev. All. Leonardo
Arbitro: De Marco di Chiavari
Marcatore: 15' pt Eto'o (I), 46' pt Zuniga (N)

De Sanctis 6: una bella parata su Milito permette alla sua gara di avere un senso

Campagnaro 6: si incaponisce nei dribbling in difesa, che gli vanno bene. Per fortuna ha grande tecnica

Cannavaro 6,5: preciso e pulito negli interventi. Il capitano esce valorizzato da questa stagione, forse la migliore mai giocata. La conquista della Champions e le lacrime di gioia sono il coronamento di questa crescita.

Aronica 5,5: il confronto con Maicon è troppo impari.

Maggio 5,5: gara principalmente di copertura, ma subire un piccoletto come Nagatomo è troppo.

Gargano 5,5: solita storia: tanto cuore, tanta imprecisione.

Pazienza 5: in debito d’ossigeno, il centrocampo è sguarnito, nonostante per tutto il secondo tempo le due squadre non si facciano del male.

Dossena 6: tanto impegno, troppa prevedibilità.

Dal 38’ s.t. Vitale s.v.: per lui piacevole ritorno in squadra dopo l’infortunio.

Zuniga 7: un gol decisivo che premia l’impegno profuso quest’anno.

Dal 25’ s.t. Yebda s.v.

Hamsik 6: compitino, nulla più.

Dal 34’ s.t. Sosa s.v.

Lavezzi 6: parte come una furia, poi rallenta, del resto come tutti.

Mazzarri 7: ha avuto il merito di riuscire a ricaricare la squadra, anche se non ne ha più. La Champions è merito soprattutto suo, ora gli tocca sciogliere le sue riserve, con la speranza che resti.


FINALMENTE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

domenica 15 maggio 2011

Mazzarri e De Laurentiis: festeggiamenti Champions a distanza

Il presidente dice che lui e l’allenatore nello spogliatoio si sono abbracciati, ma in campo, nella grande esultanza collettiva con bagno all’allenatore e maglietta celebrativa, Mazzarri e De Laurentiis non si incontrano nemmeno.

La squadra porta in trionfo Mazzarri, e lo bagna da capo a piedi, mentre solo dopo fa lo stesso (tranne per il gavettone) con De Laurentiis. Niente abbraccio tra i due, nemmeno un semplice incrocio, davanti alle telecamere, evitando di sfruttare un assist che avrebbe creato un disgelo almeno apparente…

Insomma, tra i due è ancora gelo? Si aspetta un chiarimento lunedì o il matrimonio è già terminato?

Sicuramente nei prossimi giorni ne sapremo di più, intanto, al di là delle dichiarazioni, urge un chiarimento in società, tra presidente e allenatore. Per il bene del Napoli e della piazza. Per costruire bene e iniziare a mettersi in pole position per accaparrarsi i giocatori migliori, bisogna fare prima e avere le idee chiare, quindi c’è bisogno subito di capire quale sarà l’allenatore.

NAPOLI IN CHAMPIONS LEAGUE!!!!


E ora provate a fermarci, a reprimere la nostra gioia per un traguardo che fino a poco fa sembrava un sogno, e che ora è realtà.

Provate a spiegarci come possiamo fare per ingannare l’attesa di respirare quell’aria. Aria di alta classifica, di alti livelli, profumo di grande calcio, in cui ci sarà finalmente anche il Napoli. Come possiamo fare ad aspettare questi quattro mesi che ci separeranno dalla prima uscita del Napoli nel proprio girone, l’attesa prima di sentire quella soave musichetta dalle sonorità liriche, che apre ogni gara di Champions League.

Come faremo ad aspettare non si sa, ma nel frattempo possiamo cominciare a gioire, perché finalmente ce l’abbiamo fatta. Champions League senza passare per i preliminari, empireo diretto, meritato, per una squadra che ora è chiamata ad essere all’altezza. Per costruire ci sarà tempo, ora è il tempo di gioire.

Gioire per una stagione che è stata esaltante, che ha visto un grande calcio, un grande Napoli, un bel collettivo gestito da un grande allenatore, Walter Mazzarri, la cui permanenza al Napoli è appesa a un filo.

Un bravo a tutti, prime linee e gregari, perché solo con l’apporto di tutti si raggiungono questi bei traguardi. Passerà inosservato anche l’ultimo periodo, in cui il Napoli ha cominciato ad arrancare, perché la stanchezza mentale e fisica si è fatta sentire, e per qualcuno anche qualche sirena. Ma nell’ultimo atto, nella gara contro l’Inter, è arrivato quel punto, i una partita quasi surreale, in cui le due squadre non si sono fatte male, e il Napoli è parso veramente alla frutta, ma era ovvio, anche se sarebbe stato troppo perdere e rischiare di perdere tutto, passando per dei deleteri preliminari.

Grande Napoli, grazie Napoli, finalmente Napoli, la gioia è immensa e noi ti ringraziamo, anche se sarà difficile aspettare quattro mesi senza poter sentire quella musichetta che finalmente riguarda noi.
Ma facciamo così, la mettiamo qui sotto, così chi vuole, nell’attesa, può cominciare a sognare…..

GRAZIE RAGAZZI!!!


sabato 14 maggio 2011

Napoli, basta polemiche: tutti uniti si vince!

Manca un punto, ma bisogna farlo. Solo allora sarà Champions. E domani sera sarà Napoli – Inter, penultima di campionato, in cui gli azzurri sono chiamati a fare quel benedetto punto.

Per il Napoli è stata una settimana turbolenta, forse la più tormentata di quella che resta una stagione favolosa, per la questione allenatore. Mazzarri ha detto pubblicamente che non è sicura la sua permanenza a Napoli, a sua detta, per evitare voci giornalistiche incontrollate. Da qui si è scatenata una bufera, ed il tecnico si è ritrovato la stampa contro, e per giunta la squadra ha dato il peggio di sé sul campo di Lecce, perdendo all’ultimo secondo, proprio quando è abituata, invece, a vincere.

In questa settimana le voci si sono rincorse, ugualmente incontrollate, sul tecnico, sulla squadra, sulla società: tutta materia tossica per il Napoli, che proprio nel finale deve fare più fatica per raggiungere un obiettivo che è un vero e proprio sogno.

Nel finale di settimana, pian piano che siamo avvicinati alla vigilia della gara notturna con l’Inter, ecco invece i primi segnali distensivi. De Laurentiis che dice parole positive verso Mazzarri, e il tecnico che ringrazia, rimandando tutti i discorsi economico – tecnici a fine stagione, esattamente come prima. Una serie di correzioni di “tiro” finalizzati a ridare quella calma che serve per fare l’ultimo scatto decisivo verso questa che deve essere una grande festa.

Per i grandi obiettivi c’è bisogno di remare tutti dalla stessa parte e di volere fermamente un determinato obiettivo. Se allenatore e presidente (quindi società) si sono allineati, ora tocca alla squadra, che deve fare la sua parte in campo, ed alla stampa, che deve fare la sua parte sui vari organi di informazione.

Nei giorni scorsi le dichiarazioni di Mazzarri sono state ampiamente “ricambiate” dai giornalisti, che hanno risposto per le rime mettendo Mazzarri su più d’una panchina, e descrivendo l’ambiente napoletano come già ampiamente sfasciato.

Ma per ricucire, a questi livelli, c’è sempre tempo, così come per rivedere le proprie posizioni. Mazzarri può decidere di restare, De Laurentiis può dare i premi promessi e comprare i giocatori richiesti, la squadra si può rinforzare e la stampa può mantenersi critica quando realmente necessario.

Uniti si vince e si può andare lontano. Se si comincia dalla gara con l’Inter, noi tutti ci auguriamo che si vada avanti per tutta la prossima stagione.

Mazzarri forse resta

Segnali distensivi in società azzurra alla vigilia della gara con l’Inter, decisiva per accedere direttamente in Champions League. Basta un punto ed un punto a testa in favore della pace lo segnano finalmente De Laurentiis e Mazzarri.

Ieri il presidente ha detto di sentirsi in una botte di ferro con Mazzarri. Oggi, Mazzarri, nella conferenza stampa prepartita ha prima ringraziato il presidente, poi si è detto fiducioso per il futuro, e intenzionato a sedersi a tavolino con il presidente per pianificare il futuro.

Mazzarri esta di sicuro: questo no, ma dopo la bufera di domenica scorsa dopo la sconfitta di Lecce ora c’è più d’un segnale positivo verso la riconferma del tecnico. Le sirene di Roma e Juve pe Mazzarri non cessano di cantare, ma avere i complimenti del presidente e dire a sua volta che un futuro a Napoli è possibile, fa ben sperare per una sua riconferma.

Adesso, prima di pianificare, occorre staccare il biglietto decisivo, cosa che dovrà avvenire già domenica sera.

martedì 10 maggio 2011

De Laurentiis fa il pompiere. Basterà?

SI va avanti con Mazzarri, per onorare il contratto e continuare nel progetto di crescita quinquennale. Questo il credo del presidente De Laurentiis, che spegne, o almeno ci prova, le polemiche che in questi giorni stanno infangando la favolosa stagione del Napoli. Il contratto c’è e va rispettato, e se Mazzarri ci ha ripensato deve dirlo al presidente. Conclude così il patron, lanciando un messaggio chiaro all’allenatore: o fai come dico io o ti fermo per un anno.

E adesso la palla passa al tecnico, o, si spera, alla mediazione del suo procuratore. Mazzarri può decidere di lasciare il Napoli ma dovrà chiedere alla sua nuova squadra di rescindere il contratto con una penale, In caso contrario, Mazzarri resta fermo e non può allenare. Nel frattempo il Napoli non si muove ancora sul mercato, cercando prima di sapere chi sarà a sedere sulla panchina azzurra il prossimo anno.

La cosa migliore a questo punto, sarebbe quella di accordarsi e provare a ricucire tutto. La migliore, ma anche la più difficile. Mazzarri avrebbe il suo aumento, le sue garanzie tecniche, insieme al premio Champions (qualcosina in più del promesso weekend a Capri del presidente) e la squadra può ripartire da dove ha finito, dimenticando, col tempo, questo finale di stagione un po’ particolare. Ma lo strappo ormai è avvenuto. Mazzarri, con le sue dichiarazioni di sabato, voleva, a modo suo, essere chiaro con i tifosi, ma ha sollevato un polverone. Adesso ha contro il suo presidente, la stampa (i famosi “detrattori”) e parte della tifoseria, perché dopo l’ennesimo flop della Juve pare proprio Torino la sua prossima destinazione. Il suo tentativo, vero o presunto, di essere accontentato dal presidente, può trasformarsi in un pericoloso boomerang, che lo porterà probabilmente lontano da Napoli.

Il campionato non è finito, bisogna fare quel maledetto punto in queste due gare che restano. Nel frattempo ancora molte cose possono succedere tra allenatore e presidente. Per adesso, il tentativo di De Laurentiis di fare il pompiere, potrebbe non bastare. L’ambiente Napoli è ancora nel pino dell’incendio.

Tre giornate di squalifica a Cavani!

Dopo Lavezzi, batosta anche per Cavani. Tre giornate, campionato finito, inizio del prossimo rimandato. Uno dei calciatori più corretti della serie A paga caro e amaro il secondo di follia di cui è stato protagonista domenica a Lecce ,e saluta in anticipo il campionato, che non lo vedrà quindi capocannoniere.

Come con Lavezzi e lo sputo con Rosi, Il giudice sportivo va giù pesante sul Napoli, facendo capire che non ha intenzione di perdonare. E ora si prevede un accanimento anche sul Matador, dopo che a Lavezzi, scontata la squalifica, gli arbitri hanno fischiati molti meno falli.

Un peccato per Cavani, che è un ragazzo maturo e che avrà sicuramente la possibilità di riflettere sull’episodio, che sicuramente è da condannare, ma non fino a questo punto. Oltre al fallo su Giacomazzi, infatti, il Matador ha messo tre volte la mano sulla spalla dell’arbitro, rivolgendogli forse un battuta, un falso complimento per la decisione, che nel referto è stata riportata come “apprezzamento ironico e irriguardoso”. Ci si poteva andare anche più cauti, soprattutto tenendo presente che di fronte si aveva un ottimo ragazzo, ma vabbè… Il Napoli è nervoso, non ne ha più, e l’episodio ne è figlio. Ma il campionato non è finito, manca un punto, e tutti devono remare alla conquista del punto… “perduto”. Poi ci sarà tempo per ricominciare, e se necessario ricomporrei cocci.

lunedì 9 maggio 2011

Napoli, è già "dopo - Mazzarri"?

Mazzarri alla Juve, Mazzarri al Valencia, Mazzarri alla Roma. Mazzarri, insomma, lontano da Napoli. De Laurentiis attacca la squadra e Mazzarri, il tecnico replica, il tutto attraverso i microfoni, ma non faccia a faccia, prima e dopo la gara, facendo passare il calcio giocato in secondo piano. Il dopo Mazzarri è già scritto, o almeno lo sarebbe: Delio Rossi, Gasperini, Ranieri, il varesino Sannino, e nelle ultime ore addirittura Marcello Lippi.

Sale la tensione in casa Napoli, e il tutto va ai danni della squadra. Il tecnico è sul piede di partenza, per alcuni ha già le valigie pronte, per altri invece sta facendo scena per farsi comprare i giocatori e aumentare l’ingaggio. De Laurentiis, invece, dal canto suo, vuole cercare di limitare i danni, o meglio le spese, e per questo spara a zero sulla squadra, definendola indegna della piazza e invitando a onorare la maglia. Il messaggio del patron è chiaro: meno soldi, più impegno.

Tra il presidente e l’allenatore è in corso un vero e proprio teatrino, che sta creando un gelo che potrebbe essere difficilmente sanabile. Se tutto ciò è stato fatto per il gioco delle parti, bisogna fermarsi finché si è in tempo, prima che possa essere troppo tardi. Il tutto può risolversi in una bolla di sapone, ma bisogna che entrambe le parti lo vogliano.

A Napoli si corre, si fa tutto in fretta, si vola con la mente e adesso si rischia di fare i conti senza l’oste. La Champions diretta non è ancora in saccoccia, e ci sono due gare da giocare tutt’altro che difficili. Mazzarri ha contro la stampa, anche se parte della tifoseria è con lui. Il tecnico vuole garanzie (oltre che, stando ad ultime indiscrezioni, un più lauto premio Champions insieme alla squadra), ma è anche stato lusingato da altre squadre, e questo non può nasconderlo. Il presidente dal canto suo cerca di temporeggiare, ma, con o senza Mazzarri, per il prossimo anno dovrà allestire una squadra più forte di questa, e non sarà facile.

A questo punto nulla è da escludere: l’addio di Mazzarri a fine anno o addirittura in questo campionato, la riappacificazione tra il tecnico e il presidente, o qualche ulteriore colpo di scena che, almeno per adesso, facciamo, fortunatamente, fatica a immaginare. Certo è che l’ambiente è rovente, e non è possibile aspettare due settimane prima di dirsi tutti la verità, e pensare al futuro del Napoli: la squadra merita priorità assoluta su tutti i personalismi e le speculazioni varie.

domenica 8 maggio 2011

De Laurentiis contro Mazzarri: chi vincerà?

Ormai è una telenovela, con la differenza che, seppur virtuale, incide nella realtà. In negativo. De Laurentiis e Mazzarri in questo finale di stagione stanno giocando una partita a scacchi a botte di dichiarazioni, di strategie, cercando di portare acqua ai rispettivi mulini, il tutto influenzando il futuro del Napoli.

Il tormentone è iniziato qualche settimana fa, quando ci si è resi conto che questo Napoli stava compiendo una grande impresa, arrivando a insidiare la capolista Milan e rischiando addirittura il colpaccio. Ecco che in società ci si rende conto che certi obiettivi probabilmente arriveranno prima del tempo previsto, e per questo è probabile che le strategie già messe in atto dovranno essere inevitabilmente cambiate. Questo mette in crisi la società, perché cambiare le strategie verso l’alto vuol dire esborso economico, abbattimento del tetto ingaggi, rinforzo della squadra per fare in modo che affronti una competizione, la Champions, dove si fa veramente sul serio, e se non sei attrezzato fai solo brutte figure ed esci praticamente subito, compromettendo anche il campionato, dove la squadra, senza rincalzi, arriva distrutta (vedi Sampdoria). Mazzarri ha avvertito la società: per vincere il prossimo anno, competere con tutti e su tutti i fronti, e continuare il processo di crescita beneficiando di quello attuale, c’è bisogno di almeno 3-4 rincalzi all’altezza degli attuali titolarissimi. Rinforzare la squadra vuol dire anche abbattere il tetto ingaggi, per consentire ai talenti presenti sul mercato di essere attratti da un progetto, ma anche da un bello stipendio. Abbattendo il tetto ingaggi, i giocatori attuali, quelli di valore, vanno trattenuti con un aumento, anche per evitare rivalità che rischiano di spaccare lo spogliatoio. Il tutto senza contare che intorno al Napoli c’è un ambiente Napoli che preme su ogni fronte, condiziona, sia in negativo che in positivo, e che non tutti riescono a reggere.

Dalla Champions arriveranno soldi, ma De Laurentiis deve sborsarne parecchi di tasca sua. Il presidente lo sa, l’allenatore pure, ed è su questo punto che i due si stanno scontrando. Sabato Mazzarri ha detto che la sua permanenza a Napoli non è sicura, mentre De Laurentiis, dopo la partita, ha attaccato squadra e tecnico, definendoli come ad una scampagnata contro il Lecce. Un vero e proprio braccio di ferro tra i due, che potrebbe avere diversi epiloghi. Mazzarri potrebbe andare via subito, esonerato o dimissionario, oppure la cosa potrebbe risolversi, mettendo tutti d’accordo definendo le linee guida come vuole il tecnico.

Staremo a vedere, anche se qualche sorpresa potrebbe essere dietro l’angolo. Quello che conta è non sfasciare la squadra, raggiungere il terzo posto con almeno un punto da conquistare in queste ultime due partite e cercare di fare quello che più conta: come sempre il bene del Napoli, mettendo da parte ogni tipo di personalismo.

Le pagelle di Lecce-Napoli

De Sanctis 5,5: invece di protestare, avrebbe potuto provare a prendere un tiro seppur imprendibile di Chevanton.

Campagnaro 5,5: fallo da rigore evitabile

Cannavaro 6: soffre la marcatura di Di Michele, ma alla fine se la cava.

Aronica 6: se la cava bene nelle chiusure, ma non senza sofferenza.

Maggio 6: tanta volontà, poca concretezza.

Yebda 5,5: oggi gli manca l’autorità solita.

Dal 15’ s.t. Mascara 6: bel gol ma inutile. Ammonizione da squalifica evitabile.

Gargano 5: cammina per il campo senza meta, con la speranza di qualcuno che gli dica dove si attacca.

Dossena 5: qualche cross nel primo tempo, ma senza efficacia né interesse.

Dal 15’ s.t. Zuniga 5: a sinistra delude.

Hamsik 4: introvabile.

Dal 40’ s.t. Pazienza s.v.

Lavezzi 5: ci crede, ma non in prima persona.

Cavani 4: due conclusioni sbagliate incredibilmente. Doppia ammonizione e espulsione assurda, evitabile che probabilmente gli costeranno le ultime due gare e la classifica cannonieri.

All.: MAzzarri 4,5: parlare come ha fatto alla vigilia non poteva non avere conseguenze sulla squadra, anche se lui dice che la sconfitta non è dipesa da quello. In realtà prprio lui non ci ha messo la solita verve, è stato quasi sempre seduto, e non ha saluto trasmettere alla squadra la grinta solita con cui ha vinto molte partite incredibili.

Lecce-Napoli 2-1

Lecce: Rosati, Tomovic, Gustavo, Fabiano, Mesbah, Olivera, Vives (25' st Giuliatto), Giacomazzi, Munari (35' st Chevanton), Corvia, Di Michele (47' st Coppola). A disp. Benassi, Donati, Brivio, Jeda. All. De Canio
Napoli: De Sanctis, Campagnaro, Cannavaro, Aronica, Maggio, Yebda (15' st Mascara), Gargano, Dossena (15' st Zuniga), Hamsik (40' st Pazienza), Lavezzi, Cavani. A disp. Iezzo, Ruiz, Santacroce, Sosa. All. Mazzarri
Arbitro: Valeri di Roma
Marcatore: 4' st Corvia rig. (L), 22' st Mascara (N), 44' st Chevanton (L)
Note: ammoniti Maggio, Giacomazzi, Mascara, Chevanton. Al 10' st espulso Corvia (L) ed al 29' st espulso Cavani (N), entrambi per doppia ammonizione.

Lecce-Napoli, ovvero: come rischiare di rovinare una stagione straordinaria, con una prova brutta, nervosa, ma che è figlia della vigilia, quando Mazzarri parla come non deve e rischia di sfasciare tutto. I problemi tra allenatore e presidente ci sono, è inutile nasconderlo, ma rilasciare certe dichiarazioni alla vigilia, se sanno di chiarezza, non possono fare altro che sfasciare un gruppo che in campo è stato lo specchio di quelle dichiarazioni.

Il Napoli ha giocato male, anzi, non ha proprio giocato, e adesso che la matematica dice che siamo in Champions, il terzo posto è nuovamente a rischio. L’Udinese è a sei lunghezze, e con sei punti in palio, al Napoli serve almeno un punto, perché se raggiunta, la squadra friulana avrebbe addirittura la meglio per gli scontri diretti. Incredibile, soprattutto considerando alla stagione del Napoli. Ora che siamo agli sgoccioli, e dobbiamo sfidare addirittura Inter e Juve, sembra assurdo solo pensarci al peggio che potrebbe succedere. Fa rabbia perché questo peggio si poteva evitare. Ma Napoli è la città dei grandi eccessi, e queste cose, purtroppo, succedono con una certa puntualità.

Adesso nulla è da escludere, addiritutra un addio forzato di MAzzarri prima del tempo, o una riappiacificazione generale, chissà. Quello che conta adesso è fare di tutto per arrivare terzi, ma il Napoli si sta comlicando la vita, gioca male ed è nervoso: lo abbiamo visto con l’espulsione assurda di Cavani e l’amonizione da squalifica di Mascara. Domenica c’è l’Inter, appagata del secondo posto visto lo scudetto del Milan, ma pronta, certo, a farci uno sgambetto. Mah…

sabato 7 maggio 2011

Lecce-Napoli: le probabili formazioni

Vincere, guadagnare l’accesso matematico in Champions League, e per di più passando dalla porta principale. Il tutto evitando distrazioni pur essendo in pieno tormentone Mazzarri.

E’ questo l’obiettivo per il Napoli in occasione della gara derby del profondo sud, quella con il Lecce ancora assetato di punti in un deserto che le offre le sabbie mobili della zona retrocessione, in cui è invischiata ormai fino al collo.

Il Napoli non ci sta a fare da fune salvagente, ma vorrebbe guadagnare quei punti che metterebbero a posto anche la matematica, dando a questa squadra la consapevolezza definitiva di essere tornata grande. Una vera e propria impresa uscire indenni dal “Via del mare”, considerando quello che sta succedendo in questi giorni. Ma Napoli ha le spalle larghe: ogni volta che c’è qualcosa di bello che ci capita, deve succedere sempre qualcos’altro che ci impedisce di gioire appieno, senza se e senza ma.

Ma pensiamo al calcio giocato, che è meglio. Mancano tre partie, e il Napoli può ancora agguantare il secondo posto, che sarebbe una cosa bella almeno per il morale, e per una soddisfazione di squadra, società e soprattutto tifosi.

Inoltre, Mazzarri ha da poco dichiarato che parlerà a campionato finito, ma che se a Lecce l’ “obiettivo” sarà raggiunto anticiperà le sue dichiarazioni sul futuro. Bene, facciamo allora parlare il tecnico, e dire che intenzioni ha, anche se si sanno già motivi, intenzioni e probabilmente anche soluzioni definitive ad un tormentone che rischia solo di danneggiare la squadra. Ci vuole una grande prova della squadra,per mantenersi concentrata, anche se dopo tutto Mazzarri ha fatto bene a venire allo scoperto, per evitare il male peggiore, ossia il moltiplicarsi esponenziale e incontrollato delle voci, che man mano diventano sempre più strambe e offensive.

Per quanto riguarda le formazioni probabili, questi dovrebbero essere i ventidue in campo:

Lecce (4-3-1-2): Rosati; Tomovic, Fabiano, Ferrario, Mesbah; Munari, Vives, Giacomazzi; Olivera; Di Michele, Jeda. A disposizione: Benassi, Gustavo, Coppola, Donati, Brivio, Corvia, Chevanton.All.: De Canio. Indisponibili: Giuliatto, Ofere, Bertolacci, Sini, Grossmuller.

Napoli (4-3-2-1): De Sanctis; Campagnaro, Cannavaro, Aronica; Maggio, Gargano, Pazienza, Dossena; Hamsik, Lavezzi, Cavani. A disposizione: Iezzo, Ruiz, Santacroce, Zuniga, Yebda, Mascara, Cristiano Lucarelli. All.:: Mazzarri. Indisponibili: nessuno.

Mazzarri, devi restare con noi!

La conferenza stampa della vigilia della gara con il Lecce si trasforma quasi in un addio di Mazzarri. Le voci di una sua partenza si fanno sempre più insistenti, ed alla fine lui, pressato su più fronti, dice la sua. La sua permanenza è incerta, qualcosa non sta girando come lui vorrebbe sul suo futuro, ed ecco che le sirene si fanno sentire.

Mazzarri è un professionista, una persona seria e sincera, ed ha deciso di parlare proprio per evitare che le voci vadano per fatti loro, come però già sta inevitabilmente accadendo. E allora viene allo scoperto, dicendo chiaramente che il rapporto con il presidente ( o con la società in generale) non va bene a livello professionale.

Cosa vuol dire ciò? Ovvio: il presidente per il futuro ha in mente un piano per il Napoli, Mazzarri invece ne ha in mente un altro: i due piani hanno veramente poco in comune, ed è per questo che Mazzarri sta pensando di fare le valigie.

Quale sarà il piano di De Laurentiis? Probabilmente, ma il condizionale è d’obbligo, non fare follie a livello di calcio mercato, ma puntare al gruppo attuale con qualche valido innesto. La Champions League, costa, ma porta pure un bel gruzzolo, e per poter competere su quel fronte ,e sugli altri due, bisogna avere un parco giocatori all’altezza, e di livello equivalente, onde evitare brutte figure. Quest’ultimo aspetto è quanto auspica, invece, Walter Mazzarri, che per poter continuare nella scia dei suoi primi due anni vuole sicuramente garanzie tecniche, oltre che economiche.

I due per adesso non si trovano, e, se il campionato finisse adesso, Mazzarri non sarebbe più l’allenatore del Napoli. Nel calcio le cose cambiano velocemente, e se qualche settimana fa sembravano sopite le voci di Mazzarri alla Juve, adesso si fanno più insistenti. Molto allenatori sono avvicinati ad altre squadre, come ad esempio Ancelotti alla Roma (come ha notato lo stesso Mazzarri) ma per il Napoli i fa più clamore, perché Napoli è Napoli,, perché il calcio ad alti livelli manca da troppo, e perché questo tipo è tra i più numerosi, calorosi e attaccati al mondo. I pro e i contro di stare in una grande, anzi grandissima piazza, caro Mazzarri. Piazza che il tecnico toscano starebbe sul punto di abbandonare.

Ma non è detta l’ultima parola. Nel calcio, come detto poco sopra, le cose cambiano velocemente. Cosa potrebbe far desistere il tecnico dall’andar via e restare? Sicuramente le garanzie giuste di De Laurentiis, quanto a innesti di valore, tetto ingaggi abolito, che farebbe restare gli altri, voce in capitolo sul mercato al tecnico. Il tutto nel rispetto dei suoi che competono anche diretto re sportivo e direttore generale, nell’ordine Bigon e Fassone, che di certo non hanno intenzione di stare a guardare. A differenza di quanto si pensa, i due non hanno un carattere debole, ma hanno solo rispetto delle gerarchie. Bogon, ad esempio, quando ha portato Cavani è stato esaltato, ora è additato come un incapace…

Mazzarri ha ancora tre partite per pensare al suo futuro, ma sicuramente se restasse con noi, come vogliamo, sarebbe un fatto positivo anche per lui. Ovviamente c’è bisogno delle motivazioni giuste per restare in una piazza che vuole attaccamento, perché attaccamento dà. Il tutto pensando ad una squadra che, a tre gare dalla fine, se ha già un piede in Champions, deve conquistare innanzitutto la qualificazione matematica, e poi puntare fermamente ad un terzo posto che risolverebbe una serie di problemi, tra cui quello di anticipare a luglio una preparazione che, lo abbiamo visto ad esempio con la Sampdoria, nel finale di stagione crea solo disastri.

lunedì 2 maggio 2011

Napoli in Champions? Ancora no

La sconfitta della Lazio contro la Juve ha messo i biancorossi a otto lunghezze dal Napoli. A tre giornate dalla fine il Napoli è a un passo dalla conquista della qualificazione Champions League. Ad un passo, appunto, ma il traguardo non è ancora conquistato. Perché? Semplice: la matematica non è un’opinione.

Tre partite da giocare vuole dire nove punti ancora in palio, nove unità che sono più di otto, stando almeno a quanto descrive la matematica. Gioire prima del tempo non porta bene, e rischia di rilassare un ambiente che già vacilla per vari motivi, e che deve restare concentrato fino alla fine per non sbagliare ora che è sullo scatto finale. Una delle due quinte, l'Udinese, potrebbe ancora insidiarci, perché dista nove punti da noi, e ci ha battuti in entrambi gli scontri diretti. E questo nonostante ci sia in programma lo scontro diretto tra Udinese e Lazio.

Non fanno bene al Napoli tutti questi festeggiamenti prima del tempo, e le voci che rischiano di destabilizzare l’ambiente: De Laurentiis in dissidio con Mazzarri, che per il prossimo anno vorrebbe, secondo i bene informati, una squadra con almeno tre o quattro rinforzi per non sfigurare in Champions, altrimenti andrà alla Juve.

E’ triste leggere certe cose proprio in questi momenti, in cui bisogna remare tutti dalla stessa parte. De Laurentiis, nonostante la linea aziendale, non pare uno taccagno, né cocciuto, ed è probabile che quest’anno vada in deroga ai precedenti, abolendo il tetto ingaggi, e mettendo mano ad un portafogli che diventerà più ricco, e per questo non lesinerà acquisti e premi Champions vari.

Perciò stiamo tutti calmi, resistiamo ancora un po’ prima di festeggiare, o prima di gettare fango sul Napoli che verrà, che non è ancora nato. Questo il momento di restare ancora uniti, per trascinare gli azzurri al traguardo che sogniamo quasi da una vita.

domenica 1 maggio 2011

Napoli-Genoa 1-0: ragazzi, ancora un ultimo sforzo!

Che sofferenza, ma, ciononostante, il riscatto è arrivato. Uno proprio grazia a pronosticato la scorsa settimana, dopo la prova con il Palermo, bella a metà, e che aveva portato la seconda sconfitta consecutiva.

Marek Hamsik ha regalato un colo dei suoi, da cobra, che trama nell’ombra, appare innocuo, ma poi riesce a trafiggere a morte le proprie prede. E la preda era il Genoa, preda calcistica, per carità, considerando anche il bel gemellaggio che ha avuto luogo in città tra le due tifoserie, seppur oggetto di una sponsorizzazione commerciale. Ma quando è per cose così belle, ben venga anche la mercificazione.

Il Napoli ha mostrato di meritare la vittoria dall’inizio alla fine, anche se nel primo tempo il Genoa ha creato qualche grattacapo con Floro Flores e Konko, ma nella ripresa è stato solo Napoli. Messa da parte la frenesia di segnare, come sempre, è arrivato un gol, che vale quasi un pezzetto di qualificazione Champions e di terzo posto.

Un pezzetto, appunto, di Champions, perché il campionato non è ancora finito. Mancano tre partite in cui, bisogna fare ancora un ultimo sforzo. In attesa della Lazio che gioca lunedì, il Napoli si gode gli otto punti di vantaggio sui biancazzurri di Reja. Ma i punti in palio sono ancora nove, per questo, Napoli, non devi mollare. Fortuna che è tornato il successo dopo due stop consecutivi, per fortuna una novità per il Napoli, e speriamo che rimanga tale di qui alla fine. Il successo darà nuova linfa e morale ad una squadra che di qui alla fine affronterà tre squadre tutte in corsa per qualche obiettivo: la prossima è il Lecce, ancora invischiata nella lotta per la retrocessione, poi l’Inter, inattesa avversaria degli azzurri per questo favoloso campionato di vertice, e la Juve, eterna nemica che, a detta del suo tecnico, spera ancora n una Champions ormai veramente visibile solo da un binocolo.

Anche se su questa stagione e questa squadra magnifica incombe il “mistero Mazzarri”, che scioglierà le riserve solo a fine campionato, ma è sempre più probabile un suo addio, dobbiamo essere orgogliosi di questa suqadra e ed accompagnarla in queste altre tre avventure, per raggiungere un obiettivo che sarebbe veramente favoloso, magnifico, fa accapponare la pelle al solo pensiero. Infatti, meglio non pensarci… manca ancora tanto, ma di qui alla fine, una cosa è certa: ameremo il Napoli come non mai.  

Queste le pagelle di Napoli-Genoa Napoli:

De Sanctis, Campagnaro (49' st Santacroce), Cannavaro, Aronica, Maggio, Gargano, Pazienza (16' st Yebda), Dossena, Hamsik (41' st Mascara), Lavezzi, Cavani. A disp. Iezzo, Ruiz, Zuniga, Lucarelli. All. Mazzarri Genoa: Eduardo, Mesto (28' st Polenta), Moretti, Kaladze, Criscito, Konko (21' st Destro), Rafinha, Kucka, Antonelli, Floro Flores, Paloschi (33' st Jelenic). A disp. Scarpi, Carlini, Doninelli, Boselli. All. Ballardini Arbitro: Gava di Conegliano Veneto. Marcatore: 38' st Hamsik Note: ammoniti Rafinha, Gargano, Mascara

De Sanctis 6: nessuna parata di rilievo, nonostante la pioggia incessante che rende difficile il suo lavoro.

Campagnaro 6: non corre praticamente nessun pericolo.
Dal 49’ s.t. Santacroce s.v.

Cannavaro 6,5: bella la sfida con il suo amico Floro Flores e con Paloschi. Le vince entrambe.

Aronica 5,5: della difesa è quello più in difficoltà: soffre Konko e spesso si fa portare fuori posizione, costringendo Dossena a ripiegare e quindi a tenersi basso.

Maggio 6,5: nel primo tempo i compagni lo servono poco, e quando parte talvolta si perde. Nella ripresa diventa una furia, imprendibile, e sfiora spesso il gol.

Gargano 6: stavolta se la cava, se non fosse per quei due passaggi assurdi nel finale che per poco non spianano a Genoa la strada per il pareggio.

Pazienza 5,5: in difficoltà sotto il profilo atletico. Si fa superare spesso da Kucka, che appare al suo cospetto un vero e proprio gigante.
Dal 16’ s.t. Yebda 6: dà peso al centrocampo, e anche all’attacco: un suo colpo di testa trova una fortunosa deviazione del portiere  Eduardo.

Dossena 6,5: nel primo tempo è costretto sulla difensiva per provare ad arginare Konko, che manda fuori giri Aronica. Nella ripresa ha più libertà, soprattutto perché Konko esce, e può cominciare a fare il solco sulla fascia.

Hamsik 7: dinamico, dialoga bene con i compagni di reparto, e spesso costringe gli avversari al raddoppio. Trova un gran gol con un diagonale di rara bellezza. Castiga il Genoa come all’andata, e regala tre punti veramente preziosi. I veri campioni si vedono in queste situazioni, e lui lo è.
Dal 41’ s.t. Mascara s.v.

Lavezzi 6,5: la difesa del Genoa non può nulla al cospetto delle sue finte, i suoi scatti i suoi cross, ma tira un sospiro di sollievo di fronte alle sue conclusioni, sempre completamente sballate. Quando il campo è bagnato bisognerebbe  tenerne conto, caro Lavezzi…

Cavani 5,5: stranamente soffre il campo bagnato, resta largo e quasi mai sotto porta, liberando più spazi per Hamsik e Lavezzi. Liscia un paio di conclusioni ed un colpo di testa, poi ha una bella palla da fuori area che spreca con un tiro al volo facilmente neutralizzato. Speriamo si rifarà presto.

Mazzarri 6,5: la squadra ha ripreso a vincere e con il solito spirito guerriero, se si pensa che anche stavolta ha segnato negli ultimi dieci minuti di gioco. Ora il tecnico azzurro è chiamato all’ultima e forse più difficile impresa: tenere la squadra concentrata e vincente per altre tre partite, senza che si faccia condizionare dal suo futuro che lui stesso sta rendendo incerto, perché non ha ancora intenzione di pronunciarsi.