venerdì 14 febbraio 2014

Ayala, libero di... rischiare


foto: www.napolimagazine.com


Nel Napoli è stato famoso soprattutto per i suoi  retropassaggi di testa all'indietro, a servire il portiere senza guardare, rischiando spesso di sorprenderlo. E a volte è capitato, suo malgrado. 

Roberto Fabian Ayala è stato al Napoli per tre anni, dove ha giocato prevalentemente nel ruolo di libero, ancora molto utilizzato tra la metà e la fine anni novanta dagli allenatori italiani. Non sono stati tre anni da incorniciare per la formazione azzurra, considerando che l'ultimo è coinciso con una inesorabile serie B, un ultimo posto ricco di record negativi. Ayala è arrivato a Napoli forte della fascia di capitano che vestiva nella nazionale argentina a soli ventuno anni. Più che libero era un buon difensore centrale, ciononostante riuscì a rubare il posto di libero ad uno come André Cruz, costringendolo a schierarsi a centrocampo. 

Famoso per la sua elevazione, si spingeva spesso in attacco sui calci d'angolo, ma con il Napoli ha segnato un solo gol. Dopo il Napoli ha giocato con il Milan, per poi passare in Spagna. Negli ultimi anni di carriera ha cominciato a vincere qualcosa con la nazionale, segno, forse, che forse l'Italia non faceva per lui.

giovedì 13 febbraio 2014

Napoli, cavalca l'onda!

La strepitosa vittoria sulla Roma al san Paolo, in concomitanza con il ritorno a Napoli di Diego Armando Maradona, che ha sancito la conquista della finale di coppa Italia, ha visto il Napoli in quella che forse è stata la migliore gara della sua stagione.

Se l'attacco ha girato, come spesso succede, molto bene, stavolta ha girato anche il centrocampo, e non solo in fase di impostazione. Il pressing dei mediani è stato continuo, efficace, costante el a difesa ha avuto finalmente la capacità di cercare l'anticipo e magari consentire ai due terzini di spingersi a turno in avanti.
Il Napoli sta iniziando a giocare da vera squadra, e adesso bisogna cavalcare l'onda di questo entusiasmo.

Ora che bisognerà aspettare il mese di maggio per giocarsi la gara secca di coppa Italia contro la Fiorentina, bisogna concentrarsi innanzitutto sul campionato, poi sull'Europa League. Contro una formazione come il Sassuolo, che all'andata ci ha bloccato sul pari, il Napoli è chiamato a dare una di quelle prove di forza che fanno capire all'ambiente e alle avversarie che stiamo parlando di uno squadrone, deciso ad imporre gioco, carattere e soprattutto risultato. 

Se il discorso suddetto è chiuso a meno di suicidi sportivi della Juve, il discorso secondo posto è aperto più che mai.

Dipende tutto dal Napoli, e da se e  come l'ambiente stia dimostrando di maturare.

mercoledì 12 febbraio 2014

Napoli-Roma: le pagelle

Reina 6,5: ad inizio gara un'uscita kamikaze salva il risultato e per poco non ci rimette un ginocchio. Un paio di parate, il resto è normale amministrazione.

Maggio 7: partita impeccabile in difesa sia su Gervinho, sia su Florenzi, sia su Liajic, poi un gran bel cross per la testa di Callejon che segna il primo gol azzurro.

Fernandez 6: un po' in sofferenza su Destro, ma alla fine riesce a limitarlo.

Albiol 6,5: prede le misure agli avversari, cerca spesso l'anticipo. e lo trova.

Ghoulam 6,5: si dedica principalmente alla fase difensiva, preciso, puntuale e veloce.

Inler 6,5: finalmente senso della posizione, carattere, cuore e fiato. Peccato perché non prova il tiro, altrimenti...

Jorginho 7: fa ordine, è vivace, detta il passaggio giusto, soprattutto in verticale. Poi quando accarezza con l'esterno del piede destro quella palla, e la manda in rete alle spalle di De Sanctis è delirio. E' un predestinato, il resto dipende da lui.

dal 40' s.t. Henrique s.v.: esordio, a centrocampo.

Callejon 8: segna un bel gol di testa, ma non finisce qui. Sfiora in due occasioni la doppietta, dialogando alla grande con Higuain. difende con i denti il vantaggio azzurro, dedicandosi ad una copertura sia a destra che a sinistra che dura tutta la partita. encomiabile, commovente, mai domo, costringe Strootman all'espulsione. Un grande, tra i grandi, e grazie al Real per averci dato i suoi scarti.

Hamsik 6,5: sta riprendendo il suo passo, e sta ricominciando a fare entrambe le fasi. Sta tornando, noi lo aspettiamo, perchè è troppo importante per la causa azzurra.

dal 31' s.t.  Behrami s.v.

Mertens 7: utilissimo in fase difensiva. imprendibile con dribbling e velocità in fase offensiva. L'assist a Jorginho per il terzo gol è una perla.

Higuain 7,5: segna un gol assurdo di testa, sbilanciato, quasi da terra. E' il solito trascinatore della fase offensiva. Anche se non corre tantissimo, i suoi tocchi di esterno sorprendono gli avversari lanciano i compagni. E' una risorsa preziosa, dobbiamo tenercelo stretto.

dal 37' s.t. Insigne s.v.

All.: Benitez 7,5: la squadra è come sempre incontenibile in attacco, ma stavolta ha giocato veramente bene a centrocampo. Le ali hanno corso e pressato tanto, i centrali sono stati attenti. In compenso la difesa, sia al centro sia sugli esterni, ha potuto respirare e cercare addirittura l'anticipo. Bisogna continuare così.



Napoli-Roma 3-0

foto: www.corrieredellosport.it

MARCATORI: Callejon al 32° p.t., Higuain al 3° s.t. e Jorginho al 5° s.t. 
NAPOLI (4-2-3-1): 25 Reina; 11 Maggio, 21 Fernandez, 33 Albiol, 31 Ghoulam; 88 Inler, 8 Jorginho (4 Henrique, dal 40° s.t.); 7 Callejon, 17 Hamsik (85 Behrami, dal 31° s.t.), 14 Mertens; 9 Higuain (24 Insigne, dal 37 °s.t.). A disp.: 1 Rafael, 15 Colombo, 2 Reveillere, 5 Britos, 20 Dzemaili, 19 Pandev, 91 Duvan. All. Benitez
ROMA (4-3-3): 26 De Sanctis; 20 Bastos, 17 Benatia, 5 Castan, 35 Torosidis (13 Maicon, dal 4° s.t.); 15 Pjanic (10 Totti, dal 16° s.t.), 16 De Rossi, 6 Strootman; 8 Ljajic (24 Florenzi, dal 10° s.t.), 22 Destro, 27 Gervinho. A disp.: 28 Skorupski, 1 Lobont, 2 Toloi, 33 Jedvaj, 46 Romagnoli, 95 Mazzitelli, 11 Taddei, 94 Ricci. All. Garcia
ARBITRO: Gianluca ROCCHI di Firenze (Assistenti: Vuoto-Marzaloni. IV uomo: Celi)
NOTE - Ammoniti: Benatia (R) al 15° p.t. per gioco falloso, Ljajic (R) per proteste al 21° p.t., Maggio (N) all'11° s.t. per gioco falloso, Callejon (N) al 29° s.t. per proteste, Strootman (R) al 34° s.t. per gioco falloso. Espulsi: Strootman (R) al 35° s.t. per proteste


Napoli in finale di coppa Italia. 

Nella serata che vede Maradona riabbracciare il san Paolo, il Napoli capovolge il risultato e dell'andata e fa secca la Roma con un sonoro tre a zero.

E' stato forse il miglior Napoli della stagione quello visto contro la Roma. Eh sì, perché oltre alla solita fase difensiva micidiale, la formazione di Benitez ha finalmente messo in campo i movimenti giusti anche in fase difensiva. con il centrocampo che pressa anel modo giusto, non rincula più di tanto e aggredisce li avversari con tempismo, anche la difesa può respirare sia sugli esterni che al centro, e cercare talvolta l'anticipo.

Ed ecco che, respirando, trovando il fiato giusto, Maggio non deve solo pensare a difendere e allora ha tempo per disegnare un bel cross per la testa di Callejon, che porta in vantaggio gli azzurri.

Gervinho è la solita furia, ma un po' Maggio, un po' un ottimo Ghoulam lo frenano a dovere. A centrocampo Inler e Jorginho hanno gamba, coprono gli spazi insieme a Hamsik che sta ritrovando il passo per fare entrambe le fasi. Sulle ali Mertens e Callejon commuovono quanto a dedizione tattica.

E poi c'è Higuain, il leader della squadra, lui, capace di segnare un gol di testa in caduta, ostacolato da Castan. Higuain colpisce lo stesso, e fa male, raddoppia, ed è la svolta, proprio nel momento in cui Maradona sta entrando nello stadio per assistere alla partita della squadra che lo ha consacrato dio del calcio.

Maradona esulta come esulterebbe un qualsiasi tifoso, ma poco dopo il tris è un capolavoro. Mertens e Jorginho si invertono i ruoli. Il belga confeziona una palla al bacio a tagliare la difesa avversaria, scatta il brasiliano sul filo del fuorigioco, tocco di esterno morbido, delizioso, palla in rete. Ed è delirio.

Il Napoli gioca sul velluto, fa esordire anche Henrique, dallo stadio scattano gli olé, la Roma rimane in dieci. Maradona saluta e ringrazia. Noi ringraziamo lui, per aver portato fortuna. ma al di là della fortuna, questo è un grande Napoli.

e ora la finale: il problema, adesso, sarà tener fermi i nostri entusiasmi e pensare a campionato ed Europa League senza mai rilassarsi fino alla fine.


domenica 9 febbraio 2014

Napoli-Milan 3-1



foto: www.grr.rai.it


Marcatori: 7’Taarabt (M), 11’ Inler (N), 56’ Higuain (N), 82’ Higuain

Napoli (4-2-3-1): Reina; Maggio, Albiol, Fernandez, Ghoulam; Inler (88’ Dzemaili), Jorginho; Mertens, Insigne (78’ Callejon), Hamsik (83’ Behrami); Higuain. All. Benitez.

Milan (4-2-3-1): Abbiati; De Sciglio, Mexes, Rami, Emanuelson (69’ Montolivo); De Jong, Essien; Abate, Taarabt, Robinho (46’ Kakà); Balotelli (73’ Pazzini) All. Seedorf

ARBITRO: Massa d’Imperia.
Ammoniti: Abbiati, Inler, Taarabt, Jorginho, Callejon Espulsi:



Il Napoli giallo di sera fa piangere il Milan e Balotelli.

Doppio Higuain e un Inler in rispolvero capovolgono il promontorio della paura chiamato Taarabt, che dopo soli sette minuti di gioco aveva approfittato della solita prateria ormai marchio di fabbrica della fase difensiva azzurra.

Al San Paolo le due squadre si sono affrontate a viso apertissimo, lunghe, dalle difese ballerine e gli attacchi micidiali, ma alla fine micidiale là davanti è sempre il Napoli, che sfrutta a dovere la velocità di Insigne e Mertens, e la cattiveria sotto porta di Higuain che si conferma ancora una volta uomo doppietta.

C'è poco da fare: il Napoli quando applica alla lettera il modulo del suo tecnico vince: pressing alto, ripartenze fulminee e fasce attive in sovrapposizione alternata. Sono questi gli ingredienti del Napoli vincente, cui manca solo il condimento di una fase difensiva che spesso lascia quelli di difesa inermi contro gli attacchi avversari. Peccato solo per i tre ammoniti, Callejon, Jorgino e Inler: tutti diffidati, contro il Sassuolo non ci saranno.

Bella vittoria, quindi, che dà entusiasmo, ma che non deve dare esaltazione: mercoledì c'è la Roma, e il Napoli si gioca una fetta di stagione.

giovedì 6 febbraio 2014

Cruz: un nome, un calcio di punizione

foto: www.napolimagazine.com.cn 

"Cruz, Cruz, Cruz, Cruz, Cruz...".

Fare il suo nome al'infinito:era questo il modo per inneggiare a uno dei brasiliani dai piedi migliori mai transitato all'ombra del Vesuvio. e i tifosi lo chiamavano soprattutto quando era il momento di tirare i calci di punizione. Andrè Cruz faceva ancora più notizia perché tirava sì le punizioni, ma era difensore, e spesso la buttava dentro come un attaccante. A Napoli si finì per parlare addirittura di "posizione Cruz" quando c'era quel tiro da fermo leggermente decentrato a destra, non molto distante dal limite dell'area, che potesse scatenare il suo sinistro forte ma anche al tempo stesso vellutato. Ne nascevano traiettorie spesso imprendibili per i portieri avversari. Il suo nome, Cruz, croce, faceva pensare inevitabilmente all'incrocio dei pali, cui spesso mirava, e spesso gli andava alla grande.

Con la maglia del Napoli in tre anni Cruz mise a segno tredici reti, molte delle quali ebbero origine dalle sue micidiali punizioni. Non erano anni esaltanti quelli per il Napoli, ma Cruz, che giocava principalmente da libero, ruolo ormai che non esiste praticamente più, riusciva a combinare una eccellente fase difensiva, con la bravura nel far ripartire l'azione. fu sotto la guida del "santone" Boskov che lo ribattezzò prontamente "ANDREA CRUZ".

Con l'avvento sulla panchina azzurra di Gigi Simoni che gli preferì nel ruolo di libero Ayala, costringendolo ad uno spostamento a centrocampo, Cruz capì che era il momento di cambiare aria. Passò addirittura al Milan, per poi cambiare quasi subito di nuovo maglia, e arrivare allo Standard Liegi, dove ha collezionato la maggioranza dei suoi successi in carriera.


Non avrà vinto, tanto, a Napoli non ha vinto niente, ma è probabile che dopo di lui giocatori abili a tirare così le punizioni, a Napoli difficilmente ne sono capitati.

Roma-Napoli: le pagelle

Reina 6: tutto sommato positiva la sua prova con un paio di parate importanti. Sul primo gol però uscita un po' avventata su Gervinho, che non porta a nulla se non al gol della Roma.

Maggio 5,5: parte bene su Gervinho, poi inizia a soffrirne gli scatti continui.

Fernandez 5,5: anche lui in difficoltà con Gerinho, oltre che con Ljaic che spesso lo punta.

Albiol 5,5: deve fare gli straordinari a scalare spesso in difesa. Colto di sorpresa in un paio d'occasioni.

Reveillere 5,5: la sua partita finisce quasi subito. Bruciato in velocità da Gervinho.

dal 23' Ghoulam 6: grande sinistro, discreta corsa. I compagni devono cercarlo di più.

Inler 5: continua a non reggere a centrocampo. In fase offensivo non è decisivo nemmeno più con il tiro. In difesa non rientra quasi mai, pur essendo il suo ruolo.

Jorginho 5,5: prova a creare le geometrie, ma la difesa della Roma si mantiene alta e non riesce a ragionare.

Insigne 6: quando passa la palla, il Napoli segna. Se se ne rendesse conto... Prezioso comunque anche in ripiegamento.

Hamsik 5: perde una palla a centrocampo che porta al raddoppio della Roma. Non riesce a trovare spazi.

dal 65' Mertens 6,5: segna un gol dei suoi: gran destro, serpentina, e palla in rete. Aiuta in fase difensiva.

Callejon 6: prezioso soprattutto in copertura, anche se non si risparmia mai, nemmeno in attacco.

Higuain 6: fa valere il suo tasso tecnico pur non partecipando alle azioni con quantità. Sul primo gol causa l'autorete della Roma, sul secondo è bravo a portarsi via Benatia, aprire lo spazio a Mertens che è poi andato in gol. Sostituito, sarà un caso, ma il Napoli subisce il terzo gol, quello fatale.

dal 83' Behrami s.v.: bentornato.

All.: Benitez 6: la squadra si è mostrata a tratti quadrata, anche se persistono errori in fase difensiva, più a centrocampo che in difesa. Ha tolto un attaccante per inserire il terzo centrocampista, una mossa inedita per lui, e incredibilmente la Roma segna. Speriamo non lo interpreti come un segno negativo. Al ritorno tutto è ancora possibile.

mercoledì 5 febbraio 2014

Roma-Napoli 3-2

ROMA (4-3-3): 26 De Sanctis; 13 Maicon, 5 Castan, 17 Benatia, 35 Torosidis; 16 De Rossi, 6 Strootman, 44 Nainggolan (59' Pjanic); 8 Ljajic (70' Florenzi), 10 Totti (64' Destro), 27 Gervinho A disp.: 1 Lobont, 28 Skorupski, 33 Jedvaj, 46 Romagnoli, 11 Taddei, 20 Bastos, 94 Ricci
All.: Rudi Garcia
SQUALIFICATI: -
DIFFIDATI: Castàn, Benatia, Nainggolan, Florenzi
INDISPONIBILI: Balzaretti, Dodò, Toloi
NAPOLI (4-2-3-1): 25 Reina; 11 Maggio, 21 Fernandez, 33 Albiol, 2 Reveillere (23' Ghoulam); 88 Inler, 8 Jorginho; 24 Insigne, 17 Hamsik (65' Mertens), 7 Callejon; 9 Higuain (83' Behrami) A disp.: 1 Rafael, 15 Colombo, 3 Uvini, 5 Britos, 20 Dzemaili, 19 Pandev, 91 Duvan
All.: Rafael Benitez
SQUALIFICATI: -
DIFFIDATI: Albiol, Jorginho, Higuain
INDISPONIBILI: Zuniga, Mesto
ARBITRO: Bergonzi di Genova ASSISTENTI: Nicoletti e Grilli IV UOMO: De Marco
MARCATORI: 13' Gervinho (R), 32' Strootman (R), 46' autogol De Sanctis (N), 70' Mertens (N), 87' Gervinho (R)
AMMONITI: 38' Nainggolan (R), 84' Inler (N)

I soliti errori e, come dice Benitez, il cuore non basta. Ci vuole la testa. E quella manca spesso al Napoli, soprattutto a centrocampo. La mediana del Napoli è  spesso spopolata, disabitata, e gli avversari ne approfittano. Oggi la semifinale d'andata di coppa Italia è terminata tre a due per la Roma. Ci è andata bene, tutto sommato, ed al ritorno possiamo capovolgere il risultato. Ma quanti errori, troppi, tutti evitabili. Stavolta meno marchiani rispetto a Bergamo, ma ancora troppi, in fase tattica.

Il Napoli aveva fatto ben sperare, rintanandosi bene in copertura, pronto a partire in contropiede, quadrato, come si gioca in Italia, ma poi alla prima azione offensiva sbagliata, alla prima palla persa, è tornato il vecchio Napoli pasticcione che subisce inerme le sortite avversarie.

Nella circostanza del primo gol giallorosso, seppur Totti è un maestro a verticalizzare di prima, è pur vero ce non ci sono stati uomini a contrastare il passaggio. e' stato facile poi, per Gervinho, bruciare in velocità il povero Reveillere, costringerlo a uscire per un problema muscolare, e insaccare alle spalle di Reina.

Un vero e proprio scandalo il raddoppio romanista. Strootman trova una vera e propria prateria davanti a sé, perchè Hamsik perde palla sulla trequarti e Inler non ripiega, Jorginho è fuori posizione, la difesa rincula, temporeggia, ma non pressa, e per il romanista è facile sparare una bomba all'incrocio dei pali.

Il Napoli solo cuore, appunto, reagisce in apertura di ripresa, con un po' di fortuna, raggiunge addirittura il pareggio con uno strepitoso Mertens. Pressa, sempre con il cuore non con la testa, visto che spesso si sfilaccia, e quando si sfilaccia sono rischi contro questa Roma.

Infatti la Roma ci crede, e sfonda, con una bella azione sulla trequarti, che manda in rete ancora Gervinho.
A tratti il Napoli ha giocato bene, ora quel "tratti" deve coprire l'intera gara.

Al ritorno, comunque, tutto è ancora possibile.

domenica 2 febbraio 2014

Atalanta-Napoli: le pagelle

Reina 5: grave errore in occasione del primo gol dell'Atalanta.

Maggio 5: a lezio di geometria, non azzecca un passaggio.

Albiol 5,5; superato un paio di volte pericolosamente da Moralez, fa sbandare tutta la difesa.

Fernandez 4,5: per Maxi Moralez è un birillo, per Denis un picchiatore, ma ciò non gli pregiudica la possibilità di segnare una doppietta.

Reveillere 5,5: si consiglia lo stesso docente di ripetizioni di Maggio.

dal 24' s.t. Ghoulam 6: esordire in una gara come questa se non uccide fortifica.

Inler 4: disastro. E non solo per l'assist al raddoppio di Denis. Gli manca inventiva, corsa, precisione, condizione. Obiettivo: panchina.

Dzemaili 4,5: grave errore in occasione del primo gol. Non si riscatta più.

dal 24' s.t. Jorginho 6: fa quello che può, quando la situazione è già compromessa.

Callejon 6: un primo tempo esemplare: corsa, attacco, difesa. Poi si rassegna.

Pandev 5: lento nei movimenti, si fa recuperare facilmente dagli avversari. Una debole conclusione vanifica una ghiotta occasione nella ripresa.

Mertens 5,5: corre solo nel primo tempo. E' ben contrastato, e nella ripresa sbaglia un gol clamoroso.

Zapata 5: troppo lontano dalla porta. Si limita solo a difendere palloni. Non punge mai.

dal 13' s.t. Higuain 5,5: una conclusione ben parata da Consigli, il resto anonimato.

All.: Benitez 5: pesano, anche se in maniera non determinate rispetto agli errori dei singoli, le sue scelte relative alla formazione. Zapata non ha il passo del titolare, anche se Higuain andava sostituito. Pandev non regge più di un tempo, Jorginho meritava spazio al posto di un Inler in questo periodo veramente negativo. Sbagliati anche i cambi, troppo nel finale. La squadra, anche se deve avere una precisa identità, è chiamata necessariamente ad avere un atteggiamento diverso contro certe squadre e in alcuni frangenti della partita. Giocare all'italiana in certi casi non è un offesa, italianizzarsi a volte è importante, soprattutto per una squadra che gioca nel campionato italiano contro squadre italiane.

Atalanta-Napoli 3-0

Atalanta (4-4-1-1): Consigli; Benalouane, Stendardo, Yepes (34'  Lucchini), Del Grosso; Raimondi, Migliaccio, Baselli (12' st Cigarini), Bonaventura; Moralez; Denis (40' st Cazzola). A disp.: Sportiello, Frezzolini, Giorgi, Brienza, Estigarribia, Kone, Nica, De Luca. All.: Colantuono
Napoli (4-2-3-1): Reina; Maggio, Albiol, Fernandez, Reveillere (dal 24' s.t. Ghoulam); Inler, Dzemaili (24' st Jorginho); Callejon, Pandev, Mertens; Zapata (13' st Higuain). A disp.: Rafael, Colombo, Uvini, Britos, Ghoulam, Radosevic, Jorginho, Bariti, Hamsik, Insigne. All.: Benitez
Arbitro: Rizzoli
Ammoniti: Reveillere, Mertens
Reti: 1' st e 19' st Denis, 24' st Maxi Moralez

Disfatta, incredibile disfatta per il Napoli a Bergamo contro l'Atalanta. Descrivere queste partite è sempre difficile, perchè a pesare su una sconfitta così gravosa sono stati una serie di fattori.

Pesano soprattutto quattro errori individuali, che hanno portato alle tre reti della formazione atalantina, che dalla sua ha avuto solo il merito di coprire bene gli spazi in difesa.

In occasione del primo gol, Dzemaili regala il pallone agli avversari, propiziando il primo gol di Denis, che finisce in rete grazie anche ad un errore di Reina.

La seconda marcatura è propiziata da un vero e proprio assist di Inler a Denis, mentre sulla terza, Fernandez subisce in maniera netta e inequivocabile la velocità di Moralez, che lo induce a perdere il passo e a smarcarlo nettamente verso la porta.

Pesano, inoltre, sulla partita le scelte del tecnico Benitez. Ha lasciato a riposo Jorginho, Hamsik, Insigne e Higuain, lasciando spazio a Pandev, Zapata, Dzemaili e Mertens. Se questi giocatori hanno già vinto contro il Genoa, è pur vero che oggi hanno pesato in negativo sull'economia della partita. Il tecnico forse pensava alla partita di coppa contro la Roma, che tra l'altro non ha giocato, visto che la partita è stata sospesa per pioggia. Il sacrificio di alcuni big, quindi, non si rivelerà decisivo, almeno sul piano delle energie.

Il Napoli ha costruito poco, si è fatto fermare sugli esterni, a centrocampo è stato spesso impreciso. Se nel primo tempo ha contenuto, nella ripresa si è fatto male da solo.

Con la concomitante sconfitta della Fiorentina, poco cambia in classifica. Ma il rammarico cresce, nei tifosi cresce il disappunto. Benitez inizia a sbagliare seriamente: se il modulo non lo si intende cambiare, per una serie di motivi, ora è chiaro più che mai quanto sia importante, in certi casi, italianizzarsi nel gioco. Siamo pur sempre iscritti al campionato italiano di calcio...