domenica 22 dicembre 2013

Cagliari-Napoli 1-1

CAGLIARI (4-3-1-2): Avramov, Pisano, Del Fabro, Astori, Avelar (1' st Ekdal), Nainggolan, Conti, Dessena, Cossu (39' st Ibraimi), Sau, Nenè (13' Pinilla). A disposizione: Adan, Oikonomou, Murru, Perico, Eriksson, Cabrera. All. Lopez
NAPOLI (4-2-3-1): Reina (47' pt Rafael); Maggio, Fernandez, Albiol, Reveillere; Dzemaili, Behrami; Callejón, Pandev (36' st Zapata), Insigne (26' st Mertens); Higuain. A disposizione: Colombo, Uvini, Britos, Armero, Radosevic, Bariti, Inler. All. Benitez
Arbitro: Valeri
Ammoniti: Nenè, Callejon, Behrami, Pisano
Reti: 9' Nenè, 19' Higuain su rig.


Il Napoli saluta il 2013 con un mediocre pareggio in quel di Cagliari, al termine di una gara brutta e condizionata da una serie di errori da entrambe le parti.

Gli azzurri si sono fatti segnare dopo una serie di errori assurdi in difesa, tutti in un'azione (Maggio, Reveillere, Fernandez) ed hanno poi pareggiato con un rigore sacrosanto trasformato da Higuain.
Poi il nulla: squadra poco precisa a centrocampo in entrambe le fasi, con le fasce che hanno spinto poco sia da parte delle ali che dei due terzini. Poi Callejon i vede annullare un gran bel gol per una serie di compagni in fuorigioco.

Archiviato il 2013 calcistico, l'unica speranza è che il Napoli, per puntare al top, faccia valere il motto anno nuovo vita nuova, con particolare riferimento alla difesa. Poi vedremo il mercato di gennaio cosa porterà.

lunedì 16 dicembre 2013

Sarà Napoli-Swansea

foto: corrieredellosport.it


L'urna dell'Europa League ha proposto lo Swansea per il Napoli. Doppia sfida con gli inglesi allenati dall'ex juventino Michael Laudrup, e in caso di passaggio sarà sfida con la vincente tra Eintracht francoforte e Porto.

Un sorteggio alla portata del Napoli, anche se, come ci hanno insegnato le partecipazioni passate all'Europa League, bisogna prendere tutti con le molle.

Il tempo per ricaricare le batterie, e magari rinforzarsi, c'è tutto. Il Napoli può passare tranquillamente il turno ma, come detto, deve giocare come sa in attacco, e meglio di come sa in difesa. Se così fosse, non c'è avversario che tenga.

Napoli-Inter: le pagelle

Rafael 5,5: ancora indecisioni, quella sul secondo gol interista è decisiva.

Maggio 5: soffre Nagatomo, corre oltremodo e diventa impreciso.

Fernandez 5,5: lento, si fa portare spesso fuori posizione, e non riesce a ripiegare a dovere.

Albiol 6: anche lui non nella migliore partita, ma alla fine se la cava con la classe indiscussa.

Reveillere 6: a suo secondo gettone in campionato se la cava abbastanza bene. Resta là dietro, soffre un po', ma alla fine non fa arrivare quasi mai gli avversari a fondo campo.

dal 91' Pandev 5: tre minuti di gioco, il tempo di procurarsi un rigore e sbagliarlo.

Inler 6: in ripresa. Geometrie e pressing. Finalmente.

Dzemaili: 6,5: chiude bene gli spazi, e trova il terzo gol in campionato, fotocopia di quello segnato contro l'Udinese. In crescita, a ridosso dei titolari.

Insigne 6,5: palo clamoroso e rigore non tirato. Il gol non arriva, ma tanta quantità e qualità, tra cui assist per il gol di Callejon. arriverà, tranquillo. Nel frattempo, gioca, come stai facendo, per la squadra.

Callejon 7: partita di grande sacrificio, spesso sulla linea dei  centrocampisti, poi esce Higuain, va a giocare in attacco e segna il quarto gol azzurro, quello della tranquillità.

Mertens 7: dribbling, suggerimenti imprevedibili, tanta corsa e il gol, un bel gol, di destro. Prezioso, con ulteriori margini di miglioramento.

dal 88' Armero s.v.

Higuain 6,5: un tiro un gol: che media. E che gol!

dal 77' Behrami s.v.

Benitez 6,5: giusta la scelta dei quattro attaccanti, per avere superiorità numerica in attacco contro la difesa a tre dell'Inter. Ottimo pressing dei centrocampisti che limitano gli attacchi avversari. Nel secondo tempo, in vantaggio per tre reti a due, toglie Higuain e mette Behrami, poi toglie Mertens e mette Armero. Il Napoli segna tre reti in contropiede. Lui continua a dire di no, ma la sua mentalità sta cambiando. Si sta italianizzando, pur conservando intatto lo spirito offensivo e il modulo. Meglio così, Benitez non è uno stupido. Unico neo, la solita difesa: deve migliorare, sia tecnicamente che sotto il profilo tattico.

domenica 15 dicembre 2013

Napoli-Inter 4-2

foto: corrieredellosport.it



Napoli (4-2-3-1): Rafael; Maggio, Fernandez, Albiol, Reveillere (91' Pandev); Inler, Dzemaili; Insigne, Callejón, Mertens (85' Armero); Higuain (77' Behrami). All.: Benitez
Inter (3-5-1-1): Handanovic; Campagnaro (83' Icardi), Ranocchia, Rolando; Jonathan, Taider (61' Kovacic), Cambiasso, Alvarez, Nagatomo; Guarin; Palacio. All. Mazzarri
Arbitro:
Marcatori: 9' Higuain, 38' Mertens, 41' Dzemaili, 81' Callejon (N), 35' Cambiasso 45' (+2), Nagatomo (I)
Ammoniti: Alvarez, Ranocchia (I), Insigne, Inler (N)
Espulsi: Alvarez (I),

Il solito Napoli: micidiale in attacco e debole in difesa. Ma contro l'Inter sono tre punti, e va bene così.

Accoglienza mista per Mazzarri da parte del pubblico napoletano al suo ritorno da avversario, Benitez gli schiera contro ben quattro attaccanti, per poter sfruttare al meglio le falle della difesa a tre, e coglierla in inferiorità numerica. Alla fine proprio la gara terminerà in inferiorità numerica per l'Inter, a causa dell'espulsione di Alvarez.

Tempo nove minuti e Higuain già buca per la prima volta la difesa avversaria, con una magnifico sinistro al volo. Sarà il uso unico tiro in porta fino all'uscita per un lieve infortunio.

Ma la difesa dorme, si fa cogliere in stile presepe, e Cambiasso pareggia. La gioia nerazzurra dura solo tre minuti, poi ci pensa un grande Mertens a portare a termine una bella azione corale, propiziata dal duo Higuain - Dzemaili. Proprio quest'ultimo si fa restituire il favore da Mertens dopo soli tre minuti, ribattendo in rete una respinta corta del portiere.

Sembra fatta già nel primo tempo, ma con il Napoli non i sa mai: Nagatomo nel finale di primo tempo accorcia nuovamente le distanze: in difesa è ancora presepe.

Ci penserà poi Calleon, ancora lui, ancora con un gol a porta vuota sul secondo palo, a mettere al sicuro il risultato in maniera definitiva, legittimando così la superiorità sul piano del gioco espressa dagli azzurri, e vanificata solo in parte da una difesa che non accenna a migliorare sul piano tattico, e che mostra i soliti limiti sotto il profilo tecnico.

Tre punti che consentono al Napoli di continuare la sua corsa e tenere il passo della Juve, e dando sfogo al suo attacco a dir poco stellare. Nel finale c'è addirittura il tempo, per il nuovo entrato Pandev, di sbagliare un rigore da lui procurato e la cui esecuzione era stata contesa con Insigne.

Abbiamo vinto, ma quanto si subisce là dietro. veramente troppo....

sabato 14 dicembre 2013

Non fischiate Mazzarri!

Domenica sera il Napoli ha al san Paolo un appuntamento con il suo passato. Ritorna da avversario Walter Mazzarri.

Il tecnico toscano che per quattro anni ha allenato il Napoli ora siede sulla panchina dell'Inter, e domenica sera proverà a creare qualche dispiacere alla formazione azzurra. A giugno è andato via spezzando il cuore dei tifosi, e segnando la fine di un ciclo che ha visto la vittoria di una coppa Italia, la conquista di due qualificazioni in Eurpa League e altrettante in Champions League. Il tecnico è riuscito a tirar fuori il meglio da una squadra che, al di là di Lavezzi, Cavani, Hamsik e qualche altro, non h mai potuto vantare chissà quali talenti. Ci ha permesso di fare un primo salto di qualità che adesso stiamo cercando di continuare con l'avvento di Rafa Benitez.

Il suo modulo con la difesa a tre ha suscitato spesso critiche, ma ha anche regalato un grande spettacolo ed è sicuro che Mazzarri a Napoli ha fatto del suo meglio.

Negli ultimi mesi, vuoi per l'avvento di Benitez, che ha una filosofia ed un modo di lavorare completamente diverso dal suo, vuoi qualche piccola polemica innestata dal presidente, molti hanno regalato al tecnico toscano parole non proprio gentili.

Io voglio ricordare a tutti solo quella mano messa sul cuore con un fare sofferente, quella giacca tolta nel finale che ci accompagnava alla vittoria, quella pressione che salva sempre nel finale di partita, quando la vittoria era in bilico.

Questo e molto altro è stato Mazzarri per noi: quindi, non fischiatelo!

mercoledì 11 dicembre 2013

Napoli-Arsenal: le pagelle

Rafael  6: stavolta la sua porta rimane inviolata: una sola parata, all'altezza della situazione.

Maggio 6: meno disastroso del solito. Quando difende lo fa bene, quando attacca non pesta i piedi a nessuno.

Fernandez 6: non rischia nulla.

Albiol 6: pochi pericoli anche per lui.

Armero 6: sbanda meno del solito, ma sul suo sinistro c'era un gol fatto, passato al portiere avversario.

Dzemaili 6: equilibrio e copertura.

Behrami 6,5: solito verbo: mordere.

Callejon 7: difende per tutta la partita, poi esce nella ripresa e segna un gran bel gol purtroppo inutile.

Pandev 5,5: brilla solo nei primi minuti, poi cala alla distanza.

dal 56' Insigne 6: dà vivacità all'attacco, ma non punge.

Mertens 6,5: vivace, tenace, prezioso.

Higuain 7: grande grinta e un gran bel gol. Poi le lacrime finali. Peccato, anche per quel suo errore di destro sparato alle stelle.

All.: Benitez 6: la squadra ha giocato bene: grintosa, attenta, forse solo non veloce abbastanza sin dall'inizio. esce dalla Champions a testa alta, con la consapevolezza di aver messo sotto le grandi d'europa, ma di dover ancora crescere.

Napoli-Arsenal 2-0


NAPOLI (4-2-3-1): Rafael; Maggio, Fernandez, Albiol, Armero; Dzemaili, Behrami; Callejón, Pandev (56' Insigne), Mertens; Higuain. A disp: Colombo, Britos, Cannavaro, Inler, Radosevic, Zapata. All. Benitez.
ARSENAL (4-2-3-1): Szczesny; Jenkinson, Mertesacker, Koscielny, Gibbs; Flamini, Arteta; Cazorla (67' Ramsey), Ozil, Rosicky (74' Monreal); Giroud. A disp: Fabianski, Vermaelen, Walcott, Wilshere, Bendtner. All. Wenger
Arbitro: Kassai
Ammoniti: Mertens, Dzemaili, Arteta, Giroud, Ramsey, Fernandez
Espulso: Arteta per somma di gialli.
Reti: 72' Higuain; 91' Callejon

Un peccato uscire così, a testa alta. Si, è paradossale ma fa male veramente tanto.

Da un lato c'è la concezione che in trasferta doveva venir fuori almeno un punto nelle due trasferte con Arsenal e Borussia, dall'altro c'è la consapevolezza e la soddisfazione di aver battute entrambe.

Il Napoli saluta la Champions per quest'anno con gli stessi punti delle due che passano, e a nulla serve il due a zero all'Arsenal.

Gli inglesi sono scesi in campo messi come al solito bene, ed hanno saputo valorizzare la dote di possesso palla per annullare il Napoli e addormentare il gioco.

Il Napoli ha mostrato una grande grinta, ma non è bastato: gli azzurri hanno iniziato a sfondare tardi, e c' voluto il miglior Higuain, poi in lacrime, e un gol di Callejon arrivato troppo tardi, quasi sul fischio finale.
Ora ci sarà l'Europa League, competizione nella quale il Napoli dovrà decidere se uscire subito o provare ad arrivare fino in fondo.

Tutto si può, dipende da noi, oggi lo abbiamo capito un po' di più.


sabato 7 dicembre 2013

Napoli-Udinese: le pagelle

Rafael 4: esordio sconcertante, peccato davvero. Mette poca sicurezza alla retroguardia, e battezza male la palla che regala il secondo gol all’Udinese.

Maggio 6: se ne sta nelle retrovie e va bene così.

Fernandez 4: sfortunata autorete, ma una serie di strafalcioni sia di posizione che tecnici.

Albiol 5: si lascia trascinare nelle amnesie dei compagni, troppo facilmente in confusione a causa anche degli avversari rapidi.

Reveillere 6: esordio tutto sommato positivo, spicca ancora di più nella giornataccia della difesa.

Dal 82’ Armero s.v.: aveva cominciato come ha finito con la Lazio, e possiamo solo dire di essere stati fortunati ad averlo visto giocare solo poco più di dieci minuti.

Inler 5,5: in preoccupante involuzione. Scarico, privo di idee, ce la mette tutta in fase di pressing, ma per lui non basta, non può bastare.

Dzemaili 6,5: partita tutto sommato positiva, al di là del gol. Corre, pressa, si propone. Da riproporre.

Dal 78’ Behrami s.v.: anche se ha giocato poco ci ha fatto capire una cosa: è indispensabile alla squadra, ma in realtà lo sapevamo già.

Insigne 6: non punge molto in attacco, ma aiuta in fase difensiva il centrocampo.

Pandev 7,5: un cecchino in area di rigore, ma i compagni vanificano tutto.

Dal 74’ Mertens s.v.

Callejon 6,5: impegno su ogni fronte, ma oggi non è bastato.

Higuain 6,5: grande uomo assist, anche se tira una sola volta in porta.

All.: Benitez 5,5: il Napoli ha due volti oggi: strepitoso in attacco, disastroso in difesa. Gli errori in difesa sono sia di natura tattica, poiché nascono su calci piazzati e contropiedi, sia di natura tecnica, quindi legati ai singoli, che subiscono preoccupanti amnesie. La squadra va rinforzata là dietro, ma lui deve continuare a lavorare su dettagli che a quanto pare non sono ancora stati assimilati appieno.

Napoli-Udinese 3-3

Napoli(4-3-2-1): Rafael; Maggio, Fernandez, Albiol, Reveillere (82' Armero); Inler, Dzemaili (78' Behrami); Insigne, Pandev (74' Mertens), Callejón; Higuain. A disposizione: Reina, Colombo, Cannavaro, Uvini, Bariti, Radosevic, Zapata. All.: Benitez
Udinese (3-5-1-1): Brkic; Heurtaux (68' Maicosuel), Danilo, Domizzi; Basta, Allan, Lazzari, Pereyra; Gabriel Silva; Bruno Fernandes (83' Naldo); Lopez (80' Zielinski). A disposizione: Kelava, Scuffet, Bubnjic, Badu, Mlinar, Douglas, Jadson, Widmer, Pinzi. All. Guidolin.
Arbitro: Gervasoni
Marcatori: 38' Pandev, 40' Pandev, 72' Dzemaili (N), 45' (+1) Fernandez (A) 70' Fernandes Borges
Ammoniti: Fernandes Borges, Domizzi (U), Pandev, Dzemaili, Albiol, Fernandez (N)

Benedetta difesa. Un tre a tre che sa di beffa quello maturato al san Paolo tra Napoli e Udinese. Il Napoli è stato capace di dilapidare per ben tre volte il vantaggio, e di farsi raggiungere altrettante volte dall’Udinese, a causa di gravi errori difensivi, legati sia ai singoli, sia ad una errata disposizione in determinate situazione: le situazioni sono contropiede e calcio piazzato. Meraviglia parecchio il fatto che non si riesca a risolvere questo errori sui quali bisogna solo lavorare, provare e riprovare, e ora siamo quasi a metà campionato. E non conta che si cambi abbastanza volte squadra: probabilmente il problema è tutto di carattere tecnico, ed occorrono rinforzi veri là dietro. A questo si è aggiunto l'esordio sfortunato di Rafael tra i pali, autore di interventi, se così si possono definire, davvero sconcertanti. si è salvato, invece, seppur in parte, l'altro esordiente, Reveillere.

Alla partitaccia della difesa fanno da contraltare l’ottima prova dell’attacco, con Pandev autore di una bella doppietta e Higuain ancora una volta uomo assist, ed il centrocampo che ha retto bene l’urto per quasi tutta la gara, con pressing e linea ordinata grazie anche alle ali basse.

Proprio per questo è ancora più un peccato dover commentare un pareggio assurdo, dopo che avevamo la vittoria in tasca. Il punticino misero muove poco la classifica, al cospetto di una Juve che rischia già la fuga. Ora bisogna vedere cosa succederà tra Roma e Fiorentina, anche se bisogna concentrarsi su una gara di Champions che, seppur ci proietta verso una qualificazione sempre più impossibile, è comunque da onorare.

venerdì 6 dicembre 2013

Vietato rilassarsi, c'è l'Udinese!

Non c'è né tempo né spazio per rilassarsi e godersi il ritorno al successo. Per il Napoli è di nuovo tour de force. 

Sabato sera c'è l'Udinese, mercoledì in coppa c'è la gara con l'Arsenal. Due gare molto importanti che possono dire qualcosa di altrettanto importante.

La partita con i bianconeri, squadra da sempre rognosa e difficile da affrontare, è da vincere per mantenere il passo delle prime due: avvicinarsi alla Roma che se la vedrà con la Fiorentina, e sperare in un passo falso, seppur difficile, della Juve impegnata con il Bologna nell'insolito anticipo del venerdì sera.

Poi la Champions, la gara del richiesto miracolo sportivo, contro la corazzata Arsenal, dove il Napoli è chiamato a vincere con tre reti di scarto per poter coronare quello che ormai è un sogno lontano: la qualificazione al turno successivo di Champions, evitando così la "retrocessione" in Europa League.

Nela gara di sabato sera Benitez potrebbe dare finalmente spazio al francese Reveillere, che esordirebbe in serie A prendendo il posto di un Armero che sta attraversando un periodo a dir poco sciagurato.

Ciunque scenderà in campo, l'importante è non rilassarsi troppo, evitare errori e non pensare che la vittoria contro la Lazio abbia già scacciato via tutti i fantasmi: la stagione è lunga, e bisogna vincere molte partite per farsi trovare pronti fino alla fine in caso di battaglia finale.