venerdì 5 agosto 2011

De Sanctis e Maggio: bravi. De Laurentiis: un po’ meno…

La prima amichevole del san Paolo, quella contro il Penarol, ha offerto un pareggio con una rete per parte. Per il Napoli ha segnato Hamsik. La serata, molto attesa dai tifosi sempre più encomiabili, è stata salutata da quasi trentamila anime, quasi si trattasse già di una gara che conta. Ma siamo a Napoli, nella città del tifo migliore del mondo, e queste cose dobbiamo aspettarcele.

Da corollario a questa gara hanno fatto due vicende, una bella, una meno bella.
La prima riguarda Maggio e De Sanctis, che sono stati convocati in nazionale da Cresare Prandelli. Se Maggio è nel giro da un po’ anche con Prandelli, è una bella notizia il ritorno di De Sanctis, che un po’ dci aveva perso la speranza per l’età non più giovanissima, ma che vista la scorsa stagione ha meritato eccome questa chiamata. Starà a lui ora mettere in difficoltà il commissario tecnico e farsi convocare ancora.

La nota negativa è costituita ancora una volta dalle dichiarazioni fuori dalle righe del presidente de Laurentiis. Il patron cerca di rompere gli schemi, combattere le forti lobbies che ruotano intorno al calcio, ma a volte sgarra di brutto, quasi offende, esagera, è fuori luogo. Stavolta è toccato a Lavezzi, da sempre croce e delizia del patron. Da quando Pierpaolo Marino lo portò a Napoli, l’argentino ha fatto parlare spesso il presidente, sia in maniera positiva che con tono negativo.

Stavolta il patron ha parlato addirittura di “lavaggio del cervello” da fare a Lavezzi affinchè eviti gli errori degli anni passati, che hanno portato ad addìì inaspettati dal ritiro, ad espulsioni evitabili ecc. Si è inoltre opposto alla proposta di Mazzarri (tra l’altro discutibile) di far allenare il Pocho in un ritiroo in Sardegna, e addirittura, eligiando Lavezzi per la forma fisica, pare abbia detto “sono contento che quest’anno non sia andato a donne”. Sono affermazioni che si commentano da sole. De Laurentiis è il proprietario del Napoli, e può mettere bocca su tutto, ci mancherebbe, ma certe affermazioni lasciano davvero perplessi e ci fanno domandare se davvero fanno bene al Napoli.

Che Lavezzi debba entrare nei ranghi è sicuro, solo così può migliorarsi come giocatore e come uomo e fare il salto di qualità, ma se il patron continua così ci viene facile pensare che stia facendo il possibile per mettere l’argentino il lista di sbarco, cosa che adesso il Napoli non può permettersi. Il Pocho, non dimentichiamolo, è uno degli elementi indispensabili della rosa azzurra.

lunedì 1 agosto 2011

BUON COMPLEANNO, NAPOLI!

Ottantacinque anni, e non sentirli, anzi. Ottantacinque anni per i quali sono passati gioie e dolori, due scudetti, un fallimento, la B, la coppa Uefa, le coppe Italia e la C, il più forte giocatore del mondo di tutti i tempi, Diego Armando Maradona, genio e sregolatezza esattamente come la città, tanti giocatori che hanno lasciato il segno, altri che sono venuti semplicemente a svernare. Un record di presenze con questa maglia, azzurra, che adoriamo, quello di Peppe Bruscolotti, non ancora superato, che fa di lui la vera bandiera azzurra, un’icona per chi ama questa maglia. E un record di gol, quello di Attila Sallustro, indimenticata stella di un calcio d’altri tempi, dove l’amore per lo sport era praticamente tutto. Sono queste due le colonne da superare per i posteri che vestiranno la maglia azzurra, e proveranno ad onorarla.

Ottantacinque anni è un bel traguardo, non come i cento, ma gli si avvicina. Il Napoli si affaccia a questo traguardo vivendo una nuova primavera. La squadra è reduce da un terzo posto la scorsa stagione, culminato con la qualificazione storica alla Champions League, e si è nuovamente rinforzata per provare a mantenere questo livello, e se possibile a far meglio.

Non è bello fare proclami, né promettere traguardi, ma l’impegno, quello, non deve mancare, e gli anniversari servono anche a questo: ricordare dove ci si trova, qual è il proprio passato e come si deve impostare il futuro.

Tra quindici anni saranno cento, e entro quella data tutti noi tifosi vorremmo un Napoli nuovamente vincente, in Italia, in Europa, nel mondo. Un Napoli, insomma, sullo stesso livello dei propri tifosi, che neel mondo sono tanti, ma che a calore, attaccamento e supporto non hanno eguali.

In maniera beneaugurante pubblichiamo la foto di un Napoli che ci è rimasto nel cuore, e che è stato sicuramente uno dei più forti, con la speranza che presto si riesca ad eguagliarlo e superarlo: il Napoli 86-87, quello del primo scudetto.
Parlare della squadra amata è sempre difficile e spesso banale, quindi tutto quello che ci resta da dire è: AUGURI GRANDE NAPOLI!

venerdì 29 luglio 2011

De Laurentiis, un presidente un po' troppo vulcanico

Quando si propose ai tempi di Ferlaino per acquistare il Napoli, per ricevere un netto rifiuto, era la flemma in persona. Più o meno simile era, qualche anno, dopo, quando rilevò il Napoli dopo il fallimento, lo chiamò Napoli soccer per portarlo poi dalla C alla Champions. Ne è passato di tempo, e sembra quasi che il suo carattere sia stato modificato dal calcio.

Gli stress, la voglia di trasformare il calcio in una fonte di guadagni e non solo di perdite, il doversi scontrare con un mondo molto particolare che spesso le regole le inventa alla giornata: questo mix ci ha regalato un De Laurentiis sempre più vulcanico, fuori dalle righe, a volte eccessivo nelle sue uscite, passate per il “cretino” a Messi e culminate dall’episodio della fuga in scooter e le parolacce in occasione della presentazione del campionato.

Il presidente somiglia sempre più alla sua città, al vulcano che la sovrasta (che fortunatamente non erutta un giorno sì e l’altro pure come invece fa il presidente). Ai tifosi piace, perché difende la squadra e i suoi interessi, ci mancherebbe. Ma ci sono modi e modi, caro presidente.

Il Napoli si affaccia in una stagione cruciale, che si preannuncia piena di cose belle, ma che deve ancora essere scritta, e va scritta bene. Per riuscirci ci vuole calma, concentrazione e bisogna remare tutti dalla stessa parte. Il presidente deve rimanere calmo, dando il buon esempio al resto dello staff. Se il calendario non pare propizio, perché propone gare sulla carta impossibili e troppo ravvicinate, poco male: il Napoli ha la possibilità di riscrivere tutto sul campo, a suo favore e cercare di fare del suo meglio.

Ci piace un presidente attaccato alla causa, i tifosi lo adoreranno sempre più e non può farci che piacere: ma ha ragione chi vince, e il Napoli per farci gioire deve pensare a vincere.

martedì 26 luglio 2011

Napoli, una macchina da soldi, e speriamo anche da gol


Il Napoli è una delle squadre con più tifosi al mondo, e probabilmente ha quella con i tifosi più calorosi e attaccati alla causa. Lo dimostra il san Paolo sempre pieno, e i settori ospiti gremiti o quasi quando la squadra è in trasferta. Nell’anno in cui la squadra riabbraccia l’Europa che conta di più, l’apporto del tifo deve esserci più del normale. La società lo sa e si sta regolando di conseguenza. Il pubblico sta rispondendo, ma dubbi non ce ne sono mai stati.

Lo abbiamo visto quando sono state presentate le nuove maglie: per adesso sono vendibili soltanto in uno store a Napoli ed in quello a Dimaro, dove il Napoli è in ritiro. Quest’ultimo ha incassato diecimila euro in una sola settimana: segnale chiaro che nonostante i falsi molto diffusi, e nonostante i costi non proprio popolari, il Napoli tira, ed il tifo risponde. Lo hanno dimostrato anche in occasione della prima uscita stagionale, vinta per sei a zero dal Napoli, quando, contro una rappresentativa trentina, i tifosi hanno pagato ben venti euro per potersi godere i primi gol della squadra. Lo dimostra come siano già stati venduti un bel po’ di biglietti per le prime amichevoli del san Paolo, in programma i primi di agosto. E lo dimostra come l’amichevole del 22 agosto prossimo, in programma a Barcellona contro i blaugrana, sarà trasmessa dalle reti satellitari via cavo.

Uil Napoli tira, insomma, e i tifosi rispondono, dimostrandosi pronti ad ogni tipo di sacrificio nonostante ci troviamo in un periodo di forte crisi internazionale. La società sta giustamente sfruttando a dovere il blasone, il potenziale, l’attaccamento ad una squadra unica al mondo, ma adesso toccherà proprio alla squadra non vanificare tutto, ma dimostrarsi all’altezza di quanto i i tifosi hanno fatto finora. Già dalle prime giornate di ritiro, i supporters stanno dimostrando un attaccamento ed un calore fuori dal comune, perché troppa, incontenibile è la gioia, come l’attesa, di rivedere il Napoli giocare tra le grandi d’Italia e d’Europa, e magari provare a mettere paura a tutti. Ma adesso la squadra deve riuscire a concretizzare il tutto, evitando cali e dimostrando impegno e attaccamento che definire massimi è dire veramente poco.

Le prime uscite, le prime dichiarazioni, di nuovi e vecchi arrivati fanno ben sperare. Inler promette serietà e poche parole, Hamsik dopo le sirene del Milan giura fedeltà alla causa azzurra, gli altri promettono grande impegno e la maglia, seppur di quell’azzurro che ricorda lo scudetto, sarà sicuramente sudata per tutta la stagione.

Staremo a vedere, con il solito sostegno, ma più noi riusciamo a dare, più ci aspettiamo dai nostri beniamini. Se il Napoli è una macchina da soldi, ci auguriamo che, almeno pari o forse di più dello scorso anno, diventi una macchina da gol.

sabato 16 luglio 2011

Napoli, comincia la nuova avventura

E’ partito il nuovo Napoli, versione 2011-2012. Alcuni acquisti ci sono stati, altri ce ne saranno, come ci sono state e ci saranno partenze, sperando di non privarci dei nostri pezzi migliori. Sarà un Napoli impegnato su tre fronti, ma non solo per partecipare, ed è per questo che sono stati fatti acquisti mirati, un misto di calciatori di nome e talenti, per poter dire la propria anche in Champions.

Questi i nomi nuovi, per adesso: Donadel, Inler, Santana, Rosati, Colombo, Dzemaili, Fernandez, Britos. Tutti i reparti sono stati rinforzati, se si eccettua l’attacco, dove pure qualcuno arriverà. Ora tutti a sudare nel ritiro di Dimaro, agli ordini di Mazzarri, per costruire un Napoli che deve essere anche più forte di quello dello scorso anno.

I primi vagiti di questo nuovo Napoli sono stati seguiti con la cura di un esperto puericultore dal presidente Aurelio De Laurentiis, che mai come quest’anno ha iniziato a metterci la faccia più che mai, presenziando tutte le presentazioni dei vari calciatori, e illustrando in prima persona tutte le iniziative. E’ un Napoli che sta crescendo, come squadra e come società, e che inizia a contare in Europa, e anche sul mercato. Lo dimostrano da un lato le amichevoli di lusso che fdisputerà (il 22 agosto se la vedrà col Barcellona) e il gran numero di prodotti a marchio che stanno venendo fuori, gli sponsor che conrteggiano la formazione azzurra e le molte iniziative ancora in fieri che potrebbero finalmente sfruttare il marchio Napoli a livello mondiale.

Adesso toccherà alla squadra e all’allenatore, come sempre, tenere alto il nome di questo nostro amato club. Le pressioni non mancheranno, anzi saranno di più degli altri anni, perché occorrerà riconfermare quanto di buono fatto lo scorso anno, che ha avuto tratti di imprevedibilità per l’intero ambiente. Se Mazzarri lo scorso anno è stato bravo a isolare la squadra e a farla rendere al massimo, quest’anno dovrà essere addirittura bravissimo, quasi perfetto, perché è sempre più vietato sbagliare.
Ciononostante la squadra non deve perdere il piacere di giocare al calcio, perché con i calciatori forti è più facile far bene, ma non deve mai mancare l’umiltà.
Una cosa è certa: è sempre bello tifare Napoli!

lunedì 27 giugno 2011

Hamsik al Milan: ora può davvero succedere

Il Milan lo sta inseguendo da tempo. Prima Allegri, che ha nicchiato, per poi dichiararlo un vero e proprio sogno, poi Berlusconi, che in campagna elettorale ha smentito per evitare di perdere le elezioni a Napoli, poi ugualmente perse, poi Galliani, che dice di no, ma sotto sotto ci pensa, eccome. Adesso, poi, ci si è messo il giocatore a infuocare il tutto. Ora è possibile, purtroppo: Marek Hamsik potrebbe andare al Napoli.

Lo slovacco cede alle lusinghe rossonere sul quotidiano più importante del suo paese, il Pravda, in cui definisce come “la svolta” il suo accesso al Milan, che gli permetterebbe di alzare finalmente qualche trofeo.

Stando a quanto dichiarato sul quotidiano, quindi, Hamsik non crederebbe in un Napoli in Champions, ed in lotta per il campionato, e vedrebbe nella formazione rossonera il viatico più veloce per incere finalmente qualcosa.

Sinceramente, noi tifosi del Napoli aspettiamo una smentita, (se non c'è niente di vero, ma sicuramente un fondo di verità c'è) o almeno un ridimensionamento di quanto letto e dichiarato da Hamsik, perché le sue parole, seppur condite da elogi nei confronti dell’ambiente Napoli, fanno male. E’ triste vedere uno dei tre gioielli azzurri, su cui il Napoli ripartirà per la sua crescita a livello internazionale, aspirare a vestire al maglia di una delle formazioni più acerrime rivali del Napoli. Fa male vedere un giocatore che ha fame di vittorie, ma vede la via più breve quella milanista, quasi non volesse impegnarsi troppo per poter acciuffare i trofei tanto agognati.

Ma è sicuro, Hamsik, che con il Milan sarebbe titolare inamovibile, idolo dei tifosi, fulcro di una squadra che pensa in grande, esattamente come gli succedere da quattro anni e potrebbe continuare a succedere a Napoli?

Ci pensi il nostro caro asso slovacco, e ci pensi prima di rilasciare certe dichiarazioni. Magari prenda in braccio il suo bimbo, cosicchè la testa la perde a fin di bene…

giovedì 23 giugno 2011

Clamoroso Napoli: Criscito addio! Ora Donadel!

La notizia è clamorosa, ma a darla è il presidente, la stessa persona che l’aveva data quasi per ufficiale, tra l’altro sul sito del Napoli: Criscito non verrà più a Napoli. Il motivo? Il presidente ha visto disaffezione nel giocatore, che probabilmente, secondo lui, sentirebbe il peso di un piazza che è quella della sua città.

Di contro, mentre Inler continua a tentennare inspiegabilmente, il nostro patron ha dato praticamente per sicuro l’acquisto di Donadel. Lo ha fatto anche il sito ufficiale, che parla di un quadriennale. Visti i precedenti, sarebbe meglio aspettare la presentazione ufficiale.

venerdì 10 giugno 2011

Napoli, primo colpo: Criscito

Le voci si sono rincorse in settimana, ma adesso manca solo l’ufficialità, anche se sul sito ufficiale il presidente De Laurentiis si è già sbilanciato: Mimmo Criscito è del Napoli.

Napoletano di Cercola, ventiquattro anni, terzino sinistro, talvolta centrale, o addirittura esterno sinistro di centrocampo, Criscito racchiude in sé duttilità tecnica e talento ancora da esprimere e da mettere al servizio della sua squadra del cuore, dopo i trascorsi alla Juve e a Genoa.

Il giovane talento napoletano rappresenta sicuramente un tassello importante nello scacchiere azzurro in vita della prossima stagione, La sua duttilità consentirà a Mazzarri una serie di soluzioni tecnico – tattiche, per poter coprire vari reparti del campo in maniera egregia.

All’arrivo di Criscito potrebbe seguir e a breve l’ufficialità dell’ingaggio di Inler. Dopo la telenovela fatta di tira e molla con la Juve, lo svizzero , forse condizionato anche dal comportamento scorretto del proprio procuratore, sta cercando il miglior offerente. Ma il Napoli ha deciso di tirarsi fuori da ogni tipo di asta, e questo Inler e il suo procuratore dovrebbero averlo finalmente capito.
Staremo, comunque, a vedere cosa succederà.


giovedì 9 giugno 2011

In bocca al lupo Campagnaro!

Un brutto incidente stradale con tre morti, responsabilità da stabilire, e lui per adesso in ospedale, non in pericolo di vita, ma in prognosi riservata. Hugo Campagnaro se l’è vista brutta, a causa di un brutto incidente in Argentina.

Volendo restare fuori da responsabilità, giudizi di colpevolezza vera o presunta, ed esprimendo tutta la solidarietà per le famiglie che hanno perso i loro cari, ci auguriamo che il nostro calciatore si rimetta presto, e torni in campo più forte di prima.


domenica 5 giugno 2011

Napoli, il pagellone 2010-2011

Quella da poco terminata è stata per il Napoli e per i propri tifosi una stagione da incorniciare, da ricordare come la più bella della storia azzurra recente, almeno tenendo presente il periodo post fallimento. Mazzarri e i suoi ragazzi sono stati artefici di una cavalcata sorprendente che li ha portati a guadagnare un meritato terzo posto in campionato, oltre che una uscita dalla Tim Cup solo ai rigori e ai causa dell’Inter, e l’eliminazione in Europa League agli ottavi, con il Villareal, dopo che la formazione azzurra era rimasta l’unica squadra a rappresentare l’Italia in questa competizione europea.

Fervono già i preparativi per la prossima stagione che dovrà vedere un Napoli ancora più forte di quello di quest’anno, per poter competere adeguatamente in Champions League, la competizione regina d’Europa, in cui il Napoli si cimenterà per la prima volta da quando esiste la formula a gironi.

In attesa di veder nascere un grande Napoli, a partire da ritiro di luglio, ci sentiamo di poter testimoniare ulteriormente, se ce ne fosse bisogno, tutta la nostra stima ai ragazzi che hanno fatto un’impresa quest’anno. A chi andrà via e a chi resterà in azzurro possiamo solo dire ancora una volta: grazie ragazzi!






Aronica 6: stagione in cui ha fatto valere la sua esperienza, che è tornata utile in alcune circostante, un po’ meno in altre, quando ha pagato una condizione non più brillantissima, e conseguenti errori.

Blasi 5: per lui soltanto due apparizioni in stagione: nella prima di campionato, in cui finisce espulso, ed una in coppa Italia con il Bologna. Ha pagato i suoi limiti caratteriali, che probabilmente hanno indispettito Mazzarri che lo ha completamente escluso dalla prima squadra. Peccato, ma deve prendersela solo con se stesso.

Campagnaro 7,5: è stato tra i più continui della difesa e con la sua solidità ha dato alla difesa una certa stabilità per subire poco e fare spesso risultato.

Cannavaro 7: ancora una stagione molto positiva per lui, che ha ridotto al minimo gli errori e dimostrato grande professionalità quando il rinnovo del contratto sembrava non volesse arrivare.

Cavani 9: il matador è stato tale quest’anno, in cui ha regalato ventisei gol in campionato e sei in Europa League. Una media impressionante, un campionato incredibile non solo per i gol, ma per l’aver saputo essere uomo squadra con i suoi assist, i sui recuperi in difesa, la sua classe dentro e fuori dal campo, la sua faccia pulita, portando i tifosi del Napoli ad adottarlo come difficilmente hanno fatto.

Cribari 6: non sempre impeccabile, a volte disastroso tanto da rischiare di compromettere partite. Cribari non era da Napoli e lo si era visto, ma in compenso si è calato nel ruolo di comprimario in gran silenzio e con grande serietà. Dote, quest’ultima, che non si può non apprezzare.

De Sanctis 8: quest’anno il portiere azzurro è cresciuto ulteriormente, diventando praticamente decisivo per le sorti della squadra azzurra. Parecchie le partite importanti e decisive da ricordare. Unica pecca, se possiamo permetterci: parare qualche rigore in più, di sicuro non sarebbe cosa sgradita…

Dossena 6,5: qualcuno pensava fosse un bidone, e che dopo la lunga inattività di Liverpool non sarebbe più tornato quello di prima. Invece l’esterno sinistro azzurro si è messo sotto, ha lavorato sodo ed alla fine ha raccolto: più d’una prova decisiva, stagione finita in crescendo e anche un gol, alla Lazio, nell’incredibile rimonta che ci ha regalato un pezzetto di Champions.

Dumitru s.v. qualche fugace e breve apparizione non ci ha permesso di valutarlo appieno. L’arrivo di Mascara gli ha sbarrato completamente le porte della prima squadra.

Gargano 5: non è stata una bella stagione per lui: troppo nervosismo, troppi errori, una grave involuzione tecnico tattica. Si goda il figlioletto da poco nato, lo aiuterà a ritrovarsi, e forse ritroverà anche la nazionale.

Gianello s.v.: nessuna presenza per lui quest’anno. Probabilmente partirà, ma mai si può dimenticare quanto ha dato fin qui, soprattutto in C. Se il Napoli è in Champions è anche grazie a lui.

Grava 7: fin dove ha giocato, è stato all’altezza della situazionee. Grande impegno, grande attaccamento alla maglia, grande cuore. Dopo l’infortunio ci auguriamo torni più forte di prima, e che vesta ancora la maglia del Napoli.

Hamsik 7: alti e bassi per lui, ma nei momenti decisivi lo abbiamo trovato. Come in occasione dei suoi dodici gol tra campionato e coppe, sempre tanti per un centrocampista, e per questo Marek resta un valore aggiunto per il Napoli. Per il prossimo anno, però, noi tutti vogliamo il salto di qualità.

Iezzo s.v.: una sola presenza, in coppa, è poco per poterlo giudicare. Probabilmente partirà, ma saremo grati anche a lui per la sua serietà in campo.

Lavezzi 8: il Pocho è stato decisivo anche in questa stagione, e quando è mancato si è visto, il Napoli non è stato quello solito, sotto il profilo del gioco e delle occasioni create. Peccato per l’episodio dello sputo con Rosi in Napoli-Roma, costato tre giornate a lui e al Napoli meno forze per mettere paura ancora al Milan.

Lucarelli 6: stagione condizionata dall’infortunio al ginocchio, terminata piacevolmente con un gol alla Juve. Partirà, ma ci ha fatto piacere vederlo vestire la nostra maglia, non ci aspettavamo mostrasse un tale attaccamento, visti alcuni suoi atteggiamenti negli anni passati.

Maggio 7: è partito in sordina, causa stanchezza mondiale, ed è entrato anche un po’ in polemica con la tifoseria. Poi ha saputo recuperare, riprendersi e riconquistare il cuore di tutti con la sua classe e il grande impegno.

Maiello s.v.: poche apparizioni in prima squadra, ma di strada ne ha ancora da fare.

Mascara 7: il suo arrivo a gennaio ha dato una mano in più. Grande attaccamento alla maglia da subito, e non ce l’aspettavamo, bravo a inserirsi nel gruppo e a fare anche qualche gol importante. Da confermare.

Pazienza 7: ottima stagione, da ricordare la sua prova di Liverpool, da incorniciare. Era da confermare, ma sembra ad un passo dalla Juve. Non gli portiamo rancore per questa scelta, perché in campo si è ben comportato, e forse i tifosi farebbero bene a rispettarlo un po’ di più, anche se dal prossimo anno sarà uno dei nostri peggiori nemici…

Ruiz 6: qualche bella prova unita a qualche partita incolore e con qualche errore. Lo spagnolo ha bisogno ancora di ambientarsi, prima di essere giudicato con maggiore completezza. Ci auguriamo che la prossima stagione sia quella della sua consacrazione.

Santacroce 6,5: ha giocato poco per vari infortuni, e anche per scelte tecniche. Ma si è sempre fatto trovare pronto. Crescita e maturazione in campo e fuori, potrebbero fargli avere la riconferma.

Sosa 5: un gol, tra l’altro non decisivo, è l’unica cosa positiva che ha fatto in una stagione da dimenticare. E’ stato un oggetto misterioso, e probabilmente partirà. Peccato.

Vitale 5,5: qualche apparizione positiva ed anche un gol in Europa League, poi l’infortunio e qualche uscita fuori luogo che ne denota l’immaturità e i limiti caratteriali.

Yebda 7: dopo una partenza sotto tono ha saputo recuperare la condizione e spazio in squadra. Solido, autoritario, da confermare.

Zuniga 7,5: era partito facendoci disperare ad ogni partita, perché troppo fumoso, inconcludente. Poi ha saputo recuperare, mettendosi al servizio di squadra e allenatore. Due gol pesanti, tanti sacrifici come jolly, e la riconferma molto probabile.

All.: Mazzarri 8: è lui il condottiero, ed alla fine è rimasto a cavallo, e lo sarà anche per la prossima stagione, Ha saputo valorizzare al meglio la rosa a sua disposizione e portarla ad un risultato incredibile. E’ un grande motivatore, e questo alla fine ha fatto la differenza in una stagione lunga e difficile, che ha visto il Napoli protagonista su tre fronti. Un plauso anche al suo staff tecnico ed atletico, che ha consentito la Napoli di limitare al minimo gli infortuni e di avere una condizione soddisfacente fino alla fine della stagione e piuttosto costante da settembre a maggio. Adesso è chiamato a ripetersi anche lui, sperando che in futuro stia più attento a gestire le lusinghe, per evitare polveroni come quello di fine stagione.