venerdì 27 novembre 2009

Bravo, Napoli 2

Napoli: Iezzo, Grava, Rinaudo (2' st Aronica), Contini, Zuniga, Amodio, Bogliacino (26' st Gargano), Rullo (17' st Hoffer), Pià, Datolo, Denis. A disp. Gianello, Maggio, Hamsik, Lavezzi. All. Mazzarri
Cittadella: Pierobon, Pisani, Manucci, Cherubin, Teoldi, Volpe (23' st Oliveira), Carteri (7' st Dalla Bona), Musso, Bellazzini, De Gasperi, Ardemagni (13' st Curiale). A disp. Villanova, Gorini, Iunco, Marchesan. All. Foscarini
Arbitro: Celi di Campobasso
Marcatore: 27' pt Bogliacino
Note: ammoniti Carteri, Amodio, Grava, Volpe, Manucci, Contini. Espulso al 36' st Pisani (C) per fallo da ultimo uomo.


Bravo il Napoli 2, che si batte il Cittadella per uno a zero e si regala la Juve. Ancora la signora, stavolta in coppa, per cercare di batterla ancora. Bravo Bogliacino, che si è fatto trovare pronto, e bravi tutti, pronti a non mollare anche se il mister li fa giocare poco. Per ottenere risultati positivi c’è bisogno di tutti, e di non mollare mai, ma soprattutto avere mentalità vincente contro chiunque. Non sottovalutare nessuno, e dare sempre il massimo.

Il campo sorride in coppa, e ora deve tornare a sorridere anche in campionato, dove domenica il Napoli sarà di scena con il Parma. Senza Rinaudo, squalificato per tre giornate per la prova televisiva dopo il siparietto con Cruz, il Napoli dovrà risvegliarsi dal torpore dlle ultime due partite dopo i fasti del quartetto Bologna-Fiorentina-Milan-Juve.

Il mercato fa sognare, con sirene dall’estero (Toni e Dossena) ma anche con spauracchi che fanno tremare i cuori azzurri (Hamsik inseguito da mezza Europa, Manchester e Chelsea su tutti), quello che conta è sempre il campo, è sempre là che si vince, si convince, e ci si merita l’urlo del pubblico.

lunedì 23 novembre 2009

Napoli, niente panico!

Napoli: De Sanctis 6, Campagnaro 7, Cannavaro 6, Rinaudo 6,5, Maggio 6, Gargano 6, Pazienza 6 (24' st Denis 6), Zuniga 5,5 (14' st Datolo 6), Hamsik 5,5, Lavezzi 6, Quagliarella 5,5 (30' st Cigarini 5,5). A disp. Gianello, Contini, Grava, Pià. All. Mazzarri 6
Lazio: Muslera, Cribari (24' st Diakite), Stendardo, Radu, Kolarov, Brocchi, Baronio, Mauri, Zarate, Foggia (12' st Lichtsteiner), Cruz. A disp. Berni, Eliseu, Meghni, Del Nero, Rocchi. All. Ballardini
Arbitro: Saccani di Mantova
Note: ammoniti Pazienza, Mauri, Zarate, Cruz, Stendardo, Cannavaro, Gargano, Radu

Niente panico, ma guardiamo il bicchiere mezzo pieno. Il secondo pari consecutivo del Napoli, rimediato in casa contro la Lazio, non è assolutamente da buttare. La formazione di Mazzarri non ha giocato male, anche se in attacco occorre dare una scossa e trovare una soluzione.

La formazione azzurra pare stia trovando la giusta quadratura difensiva, dove Campanaro, quando sta bene, è un vero e proprio baluardo, e gli altri due riescono ad intendersi, di chiunque si tratta. Questa volta è toccato a Cannavaro e Rinaudo, che hanno sbagliato veramente poco, al cospetto di un duo laziale Cruz – Zarate che non è certo rimasto a guardare.

A centrocampo la palla riesce a girare con una certa logica ed ordine, dove Gargano e Pazienza sanno rompere, Hansik, quando si nasconde, e Lavezzi, come sempre, sanno dare imprevedibilità, ed i due esterni, nella circostanza Maggio e Zuniga, sanno coprire quando serve e proporsi, anche se lo hanno fatto di meno questa volta.

Il problema, se proprio di problema si può parlare, resta l’attacco. Quagliarella si dà molto da fare, anche se non è ancora al 100%, ma probabilmente non è adatto a giocare con due uomini alle sue spalle. Lavezzi e Hamsik lo servono poco, e dal canto suo Quagliarella aspetta i compagni in area. Non è un corazziere, e su questo non si discute, probabilmente dovrebbe provare a scambiare di più palla a terra con i compagni, ai uqali la tecnica certo non manca. Come fare? Cercare di arretrare un po’ sulla trequarti ,e cercare di alternarsi con Lavezzi o Hamsik alla conclusione. Sicuramente così verranno i gol, la f fantasia, e ci divertiremo tutti, sia noi che loro.

Giovedì c’è la coppa Italia, con il Cittadella che seppur di una categoria inferiore, è da non sottovalutare, ma da battere. Ora i media non montino subito un caso su questa squadra che è la stessa che ha messo in ginocchio la Juve,e e che ha continuato la striscia positiva che fa sicuramente bene. Piano piano, un tassello alla volta, potremmo raggiungere begli obiettivi.

giovedì 12 novembre 2009

Hamsik, addio ciuffo!!





Lo ha fatto per una giusta causa, la qualificazione mondiale della sua nazionale, la slovacchia. Ora, però, i tifosi azzurri si augurano che il loro idolo non diventi una specie di Sansone moderno.

Marek Hamsik ha detto addio al suo caratteristico ciuffo, la cresta equina che ora ha fatto spazio ad un incredibile cranio rasato. Su internet già sono ovunque le sue foto con il nuovo look, che sicuramente ha lasciato sorpresi i tifosi del Napoli, che in tanti, da quando lo slovacco è al Napoli, lo imitano in quella pettinatura tutta particolare, in particolare i bambini.

Lo ha fatto per la sua patria, e questo è veramente un bel gesto, ma ora l’importante è che Hamsik, con la maglia del Napoli, anche senza il ciuffo, trascini la squadra a azzurra a grandi successi, affermandosi sempre più come calciatore dal futuro roseo, che solo egli stesso può rendere ancora più roseo, come può fare per quello del Napoli. E noi tutti, proprio per questo, ci auguriamo che il suo futuro, oltre che roseo, sia per sempre azzurro.

lunedì 9 novembre 2009

Giù le mani da Quagliarella

I giornali di ieri e oggi stanno tutti parlando del “periodo nero” di Quagliarella, che in campo nel Napoli non brilla, sbaglia i rigori e si perde la nazionale. Fa notizia, non c’è dubbio, soprattutto alla luce di una stagione che ora vedrà la sosta e che offrirà ai giornali davvero poco da dire. Ma adesso basta. Non è giusto scagliarsi contro Quagliarella. Non lo si è fatto allo stesso modo, ad esempio, con Amauri, tenendo presente che solo ha ottobre ha rotto un digiuno che durava da febbraio.

Quagliarella emotivamente non è un calciatore come gli altri. Non ci pensa su due volte se deve provare a segnare da metà campo, sorprendendo il portiere, e molte volte ci riesce. Non ci sta con la testa, come ammette egli stesso, ma questo non sempre è un male. Come non è un male che sia tifoso per la squadra nella quale gioca, tanto da star male quando questa non ingrana, o quando a non brillare è il suo attaccante di punta: egli stesso.

Fabio sabato sera, nella gara contro il Catania, si è lasciato andare ad uno sfogo con annessa bestemmia, tutta in napoletano, ma probabilmente è dovuta Alla voglia di essere il protagonista indiscusso, il leader, il trascinatore della squadra del suo cuore, coronando così il sogno di ogni napoletano. In quest’ultimo periodo le cose non stanno andando bene, ma possono andare meglio. Il Quaglia sta lavorando, si sta dando da fare, e sicuramente tornerà a breve quello di prima. Potrebbero aiutarlo due cose: una minore pressione dei media, e qualche piccolo accorgimento tattico da parte di Mazzarri.

Su quest’ultimo punto, possiamo esaminare una situazione che è sotto gli occhi di tutti. Lavezzi e Quagliarella sono due punte di movimento, questo li porta ad una convivenza non sempre facile, se non con certi movimenti. Allo stato attuale Quagliarella sta giocando da unica punta, con alle spalle Hamsik e Lavezzi. Probabilmente, vista la gara di Catania, Mazzarri dovrebbe letteralmente costringere Lavezzi a giocare più avanzato, sulla linea di Quagliarella, dove i due possono scambiarsi la palla o le posizioni, e poter essere pericolosi allo stesso modo. Il Pocho ama portare palla, ma non è certo egoista, anche se parte da troppo lontano, e questo è uno dei difetti che né Reja né Donadoni sono riusciti a correggere. La speranza è che ci riesca Mazzarri, per il bene suo, di Quagliarella, del Napoli.

Ma nessuno s azzardi a toccare Quagliarella: il periodo nero passerà, e l’asso napoletano darà il suo prezioso contributo per far volare la formazione azzurra.

sabato 7 novembre 2009

Le pagelle di Catania-Napoli

De Sanctis 6,5 : due tre parate importanti, in particolare su Morimoto, che vale quanto un gol.

Grava 5,5: in evidente difficoltà, in particolare su Morimoto e la sua rapidità.

Cannavaro 6: bravo nel gioco aereo, un po’ meno sulle palle basse.

Contini 6: dalle sue parti corre pochi rischi, e si difende.

Maggio 5,5: sterili le sue discese, anche se la volontà non manca.

Gargano s.v.: la sua partita dura poco per un colpo al ginocchio, e la sua assenza si sente eccome per il resto della gara.

23’ p.t. Pazienza 5,5: non è Gargano e si vede.

Cigarini 5,5: più sicuro di sé, ma il suo apporto è ancora sterile.

Dal 27’ s.t. Datolo 5,5: non è quello della magica serata di Torino.

Aronica 5: sbaglia un po’ troppo, e in più Mascara ha troppo spazio

Hamsik 5,5: partecipa poco al gioco, e si lascia imbrigliare dal centrocampo avversario.

Lavezzi 6: si dà molto da fare, anche se ha la pecca di sbagliare grossolanamente una ghiotta occasione in apertura di ripresa, sparando sul portiere avversario.

Quagliarella 5,5: si impegna molto, ma ha poche palle giocabili. Esce inveendo contro il tecnico e forse contro se stesso è la squadra, ma la sua è rabbia agonistica, che può tornare utile alla causa se riuscirà a restare calmo ed aspettare il suo momento.

40’ s.t. Denis s.v.

Mazzarri 5,5: cambia troppo tardi, quando il Napoli è già narcotizzato ad un pari senza reti. La squadra ha girato poco sulle fasce, e continua a sbagliare là dietro, ora anche con le piccole. Occorre continuare a lavorare e migliorarsi.

Catania-Napoli 0-0

Catania: Andujar, Potenza, Terlizzi, Bellusci (41' pt Augustyn), Izco, Biagianti (43' st Pesce), Carboni, Llama (21' st Plasmati), Alvarez, Mascara, Morimoto. A disp. Kosicky, Spolli, Ledesma, Ricchiuti. All. Atzori
Napoli: De Sanctis, Grava, Cannavaro, Contini, Maggio, Gargano (23' pt Pazienza), Cigarini (27' st Datolo), Aronica, Hamsik, Lavezzi, Quagliarella (40' st Denis). A disp. Iezzo, Rinaudo, Zuniga, Pià. All. Mazzarri
Arbitro: Rosetti di Torino
Note: ammoniti Bellusci, Terlizzi, Contini, Aronica, Augustyn

Si può dire che il Napoli abbia superato in parte l’esame di maturità annunciato, quello del Massimino contro il Catania. Dallo scontro di due squadre dal differente bagaglio tecnico e dai differenti obiettivi di classifica è venuta fuori una gara brutta, poco spettacolare, e che ha offerto veramente poco sul piano del gioco, molto su quello degli sbadigli e degli errori, che per poco non hanno condizionato il risultato dall’una e dall’altra parte. Il Napoli non ha avuto la brillantezza delle ultime tre gare in cui ha fatto faville, e si è dovuto accontentare di un pari, che alla fine muove la classifica e allunga la striscia positiva, consentendo di arrivare alla sosta, con la speranza di lavorare, e di non perdere troppi nazionali.

Gli azzurri dovranno lavorare soprattutto sulla difesa, dove continuano a fare troppi errori, e dove per poco non si facevano beffare da Morimoto. Dovrà migliorare l’intesa in attacco, dove Mazzarri deve decidere bene chi e come far giocare, e con quale assortimento. Si è visto un Quagliarella in crescita sotto il profilo fisico, anche se ha avuto davvero poche occasioni per tirare, tanto da liberare, alla sua uscita dal campo a sei minuti dalla fine, tutto il suo sfogo con un labiale tutto napoletano e zeppo di parolacce, a testimoniare sì il suo attaccamento alla causa, ma anche la difficoltà che ha di adattarsi a questo gioco.

I margini di miglioramento ci sono, ora occorre continuare a credere nei propri mezzi, e soprattutto a lavorare sodo.

Napoli, esame di maturità

Lo ha detto anche Mazzarri, ma è semplice intenderlo, non c’è bisogno di masticare necessariamente calcio. 

Dopo quattro prove convincenti, tre delle quali contro tre formazioni di vertice, il Napoli ora dovrà confrontarsi con formazioni che sulla carta offrono pronostici più abbordabili, ma che di fatto costituiscono rocche inespugnabili, forche caudine con l’insidia nascosta dietro l’angolo sempre pronta ad un agguanto inatteso. 

Questo il Catania di attori, formazione che finora ha raccolto poco, ma che in casa soprattutto, può creare qualche problema agli azzurri. Gli elementi validi non mancano, in particolare a centrocampo, dove Mascara e Del vecchio sono sicuramente elementi pronti a giocare un ruolo da protagonisti, e in attacco Morimoto è davvero una brutta gatta da pelare per la difesa azzurra.

E’ per questo che occorre una prova di orgoglio, di superiorità, ma non di superficialità. Guai a sottovalutare il Catania. Il Napoli ha i mezzi per superare i siciliani, ma deve lottare fino alla fine come se gli avversari che avranno di fronte fossero i primi della classe.

lunedì 2 novembre 2009

Tutti pazzi per Mazzarri

Dieci punti in quattro partite: un pareggio e tre vittorie. E che vittorie. Strappate col cuore, in rimonta, mostrando bel gioco. Questo l’approccio di Walter Mazzarri al Napoli, che ha portato l’ambiente dalla depressione di inizio stagione ad un’esaltazione che ora diventa quasi difficile da contenere. La piazza ora è tutta per lui (anche i lettori di questo blog, come dimostra il sondaggio) e lo sta portando assurgendo a principale artefice di questo periodo favoloso, che tutti si augurano duri il più possibile. I media sono tutti per lui, ma il tecnico toscano resta con i piedi per terra, quasi a voler dare il buon esempio ad un gruppo che non deve dimenticare che il campionato è ancora aperto. E’ un sergente di ferro, ma anche un padre comprensivo, come dimostra la gestione del “caso Lavezzi” quando il Pocho ha avuto problemi con il suo passaporto. Ma cosa sta facendo Mazzarri per rendere il Napoli così vincente e convincente?

Innanzitutto il tecnico ha caricato l’ambiente dal punto di vista emotivo e morale. La squadra, seppur dalle dichiarazioni di facciata lasciavano trasparire il contrario, erano contro Donadoni. Non ne condividevano i metodi, l’approccio alla gara, e la sua esplicita volontà di favorire i calciatori che lui stesso aveva chiesto alla società.

Mazzarri sin dalle prime battute del primo allenamento ha fatto vedere al gruppo di che pasta è fatto. Subito a gridare, a dare la carica, a scuotere a gesti e parole una squadra che si stava involgendo soltanto gettandosi addosso la sua stessa depressione. Ed ecco che la prima partita, quella col Bologna, dà subito i suoi frutti, con il Napoli che inizia a credere nei propri mezzi, e vince rimontando grazie ad un gol nel finale. Stessa cosa accade a Firenze, accade col Milan, e accade nel trionfo con la Juve, dove rimonta due gol e segna il terzo della vittoria.

Altra svolta è avvenuta dal punto di vista tattico. Seppur ha lasciato inalternato lo schema difensivo a tre in difesa, Mazzarri ha attuato alcuni accorgimenti tattici che rendono il Napoli leggermente più coperto nella fase difensiva (anche se persistono svarioni) e più pericolosi e imprevedibili quando invece attacca. Ha dato spazio ad almeno un esterno con attitudini difensive, come Aronica, che garantisce, nei momenti in cui la squadra subisce, una giusta copertura e supporto ai tre centrali.

A centrocampo, invece, sta dando spazio a due mediani per l’interdizione, come Gargano, sempre più insostituibile, e Pazienza, anche se, viste le ultime prestazioni, sta tornando in auge anche Cigarini, che sta ritrovando la condizione giusta sotto il profilo sia fisico che mentale. Questo consente a Lavezzi e Hamsik di dedicarsi principalmente alla fase offensiva, mettendo in campo tutto il loro estro. Questo schema consente all’unica punta di poter essere servito con maggiore frequenza, e cambiare di posizione in attacco, oltre a sfruttare gli scambi con chi proviene dalle fasce. Che sia Quagliarella o Denis, questo gioco si adatta facilmente alle rispettive caratteristiche, e consente una maggiore pericolosità. Pericolosità che si è vista in queste prime quattro partite, e che speriamo di poter vedere anche nelle prossime gare.

I tifosi del Napoli vogliono divertirsi e vedere una squadra vincente. Mazzarri sembra l’uomo giusto, ora lui e la squadra devono continuare su questa strada. A cominciare dalla gara con il Catania, dove sembra palese che non è consentito abbassare la guardia.

sabato 31 ottobre 2009

Le pagelle di Juventus-Napoli

De Sanctis 5,5: para, anche se con qualche titubanza. Sfortunato sul primo gol, dove la palla gli sfugge

Campagnaro 5: non in giornata, si perde Trezeguet che poi segna, spesso impreciso.

13’ s.t. Datolo 7,5: decisivo ai fini del risultato azzurro, per l’assist, per il gol, per aver messo in devastante difficoltà la Juve dal suo ingresso a fine gara.

Cannavaro 6: vince il duello a distanza col fratello. Se la cava, con le buone e con le cattive.

Contini 4: suo l’assist assurdo per il gol di Giovinco. Scomposto, nervoso, il suo gomito ferisce a sangue Camoranesi, costringendolo ad uscire.

Maggio 6: partita di grande sacrificio, per arginare le sfuriate di Grosso.

Gargano 6,5: sente la partita, e vince il duello con Poulsen in mezzo al campo.

Cigarini 6: finalmente tonico presente come lo vogliamo. Sembra che il gol di mercoledì contro il Milan ce lo abbia finalmente restituito.

Hamsik 8: il solito cecchino, freddo, decisivo, e capocannoniere. Riesce a nascondersi per buona parte della gara, per poi emergere e diventare decisivo. Esattamente come fanno i campioni.

Aronica 6,5: preciso sia in fase offensiva che in fase difensiva. In grande spolvero dall’avvento di Mazzarri.

Lavezzi 7: un fulmine: svaria per tutto il campo e mette nei guai la retroguardia juventina, portandosi due o tre difensori appresso e creando spazi. E’ successo esattamente questo in occasione del primo e dell’ultimo gol del Napoli. Esce contrariato, ma è giusto che anche lui tiri il fiato.

42’ s.t. Pazienza s.v.: entra quando c’è da contenere e fare il conto alla rovescia.
Denis 6: tre colpi di testa imprecisi fanno mangiare le mani ai tifosi. Si è dato molto da fare, ora deve solo correggere un po’ la mira.

Dal 24’ s.t. Quagliarella 6: dà il suo apporto, anche se non tira mai a rete.

Mazzarri 7: la sua presenza ha cambiato una squadra, che adesso crede nei propri mezzi, e credere fino alla fine quando va sotto, riuscendo a pareggiare o vincere anche nel finale. Intelligente la mossa tattica di schierare Datolo, che si rivela decisivo.


Juventus-Napoli 2-3

Juventus: Buffon, Grygera, Cannavaro, Chiellini, Grosso, Melo, Poulsen (31' st Amauri), Camoranesi (31' pt Thiago), Diego, Giovinco (39' st De Ceglie), Trezeguet. A disp. Manninger, Legrottaglie, Molinaro, Immobile. All. Ferrara
Napoli: De Sanctis, Campagnaro (13' st Datolo), Cannavaro, Contini, Maggio, Gargano, Cigarini, Hamsik, Aronica, Lavezzi (42' st Pazienza), Denis (24' st Quagliarella). A disp. Iezzo, Grava, Rinaudo, Pazienza, Pià. All. Mazzarri
Arbitro: Damato di Barletta
Marcatori: 35' pt Trezeguet (J), 10' st Giovinco (J), 14' st Hamsik (N), 19' st Datolo (N), 37' st Hamsik (N)
Note: ammoniti Contini, Campagnaro, Cannavaro, Chiellini. Espulso al 48' st Amauri (J) per gioco scorretto.

Immensi, infiniti, dal cuore grande ora finalmente pari al grande pubblico, che li segue sempre numeroso ed entusiasta, e lo stesso ha fatto a Torino, dove il Napoli ha offerto la miglior partita della propria stagione, con un successo contro l’odiata Juve, che a Torino mancava da ventuno anni. Un Napoli all’altezza della grandi, che mostra ancora una volta voglia di vincere, di reagire, e di farsi rispettare e rinascere anche quando si subisce, e di vincere rimontando, ancora una volta dopo aver subito due reti, esattamente come il Milan.

Bravi tutti, un po’ meno Contini, che ha regalato il secondo gol alla Juve, a dimostrazione che certi errori purtroppo capitano ancora e andrebbero evitati. Soprattutto quelli che ci fanno subire. E’ bello sì recuperare e vincere così, in rimonta, ma imporsi fin dall’inizio sarebbe forse anche più bello.

Mazzarri ha dimostrato di essere un abile motivatore, ma anche molto valido dal punto di vista tattico. Nella ripresa, quando il Napoli subiva la seconda rete, è stato bravo ad inserire Datolo al posto di uno spento Campanaro. All’argentino sono bastati trenta secondi per entrare in partita, fornire l’assist per il primo gol di Hamsik, per poi segnare lui stesso il gol del pareggio. Poi l’implacabile Hamsik, freddo come sempre, ha messo a segno un gran gol, sfruttando un magistrale rimorchio, che ha fatto impazzire tutto l’ambiente Napoli.

Ora occorre continuare così: restare calmi, ricordare che si sa giocare al calcio, essere un gruppo, e non sottovalutare mai nessuno. Se continuiamo così noi tifosi ci divertiremo!