Napoli: De Sanctis, Campagnaro, Cannavaro, Aronica, Zuniga, Inler, Gargano, Dossena, Hamsik, Lavezzi (32' st Mascara), Cavani (27' st Pandev). A disp. Rosati, Grava, Fideleff, Fernandez, Santana, Mascara. All. Mazzarri
Villarreal: Diego Lopez, Zapata, Musacchio, Gonzalo Rodriguez (33' pt Camunas), Català, De Guzman (39' st Perez), Senna (38' st Mubarak), Bruno Soriano, Cani, Rossi, Nilmar. A disp. Cesar, Oriol, Marchena, Gaspar. All. Garrido
Arbitro: De Bleeckere (Belgio)
Marcatori: 15' pt Lavezzi, 17' pt Cavani rig.
Due a zero, e “te pass ‘a paura”. La paura è del Villareal, fa novanta, come i minuti vissuti impotenti contro un Napoli che fa paura. Come aveva detto Mazzarri nel pre – partita. E così è stato. La paura del Napoli di un grande palcoscenico, spazzata via in quindici minuti o poco più dimostrando la superiorità sul gioco, la superiorità rispetto allo scorso anno, la rescita cui sta andando incontro la formazione azzurra sia sotto porta che a centrocampo. Ora aspettiamo la difesa, ma siamo sulla buona strada, infortuni permettendo.
Già, gli infortuni, la nota dolente di questa serata magnifica, in campo e sugli spalti, che ci ha regalato un grande Napoli. Anzi, grandissimo, che ci riempie di gioia tanto da non sapere più dove metterla. Gli infortuni di Cavani, ancora una volta generosissimo, e di Aronica, metteranno Mazzarri in condizione di inventarsi una nuova formazione per sabato sera contro l’Inter. Ma adesso è tempo di gioire, perché questo Napoli cresce e continua a stupire. Il girone in Champions è ancora lungo, ma finora che soddisfazione. E adesso continuiamo così, non molliamo per nessun motivo al mondo. E guai a sparare sulla squadra e su Mazzarri: dobbiamo solo incitarli perché con il nostro aiuto, di noi tifosi veri, possono diventare grandi.
Bravi tutti, da Aronica a Inler, da Lavezzi ad Hamsik passando per Cavani, per poi tornare a De Sanctis.
Oi vita oi vita mia, questo Napoli ci emoziona la vita. Grandi!
martedì 27 settembre 2011
Napoli-Villareal: le probabili formazioni
Sarà innanzitutto record d’incasso assoluto, di tutta la storia del Napoli e di quello stadio, il san Paolo, che dopo aver ospitato le più belle gesta di Maradona, torna ad essere a tutti gli effetti un tempio del calcio che conta.
Addobbato a festa per esigenze del torneo, il san Paolo ospiterà la prima del Napoli in casa, sperando di diventare un tempio di belle gesta, come è stato, l’ultima volta, contro il Milan in campionato.
Mazzarri si affida ai suoi pezzi migliori, eccezion fatta per Maggio, che è uscito malconcio dalla partita con il Chievo, mentre dall’altra parte è probabile che Pepito Rossi, dopo l’iniziale forfait, riesca a giocare una parte di gara.
Sarà una partita tesa, difficile in cui il Napoli è chiamato a dare il meglio. I tifosi, come sempre, hanno già vinto la loro gara, riempiendo lo stadio nonostante i prezzi non proprio popolari, considerando anche l’importanza della competizione.
La parola passa, ora, a chi scenderà in campo. Queste le probabili formazioni:
NAPOLI (3-4-2-1): De Sanctis; Fernandez (Campagnaro), Cannavaro, Aronica; Zuniga, Inler, Gargano, Dossena; Hamsik (Santana), Lavezzi; Cavani.
VILLAREAL (4-4-1-1): Lopez; Zapata (Mario), Musacchio, Gonzalo Rodriguez (Zapata), Català; Camunas, Senna (Marchena), Soriano, De Guzman (Wakaso); Cani (Rossi); Nilmar.
Addobbato a festa per esigenze del torneo, il san Paolo ospiterà la prima del Napoli in casa, sperando di diventare un tempio di belle gesta, come è stato, l’ultima volta, contro il Milan in campionato.
Mazzarri si affida ai suoi pezzi migliori, eccezion fatta per Maggio, che è uscito malconcio dalla partita con il Chievo, mentre dall’altra parte è probabile che Pepito Rossi, dopo l’iniziale forfait, riesca a giocare una parte di gara.
Sarà una partita tesa, difficile in cui il Napoli è chiamato a dare il meglio. I tifosi, come sempre, hanno già vinto la loro gara, riempiendo lo stadio nonostante i prezzi non proprio popolari, considerando anche l’importanza della competizione.
La parola passa, ora, a chi scenderà in campo. Queste le probabili formazioni:
NAPOLI (3-4-2-1): De Sanctis; Fernandez (Campagnaro), Cannavaro, Aronica; Zuniga, Inler, Gargano, Dossena; Hamsik (Santana), Lavezzi; Cavani.
VILLAREAL (4-4-1-1): Lopez; Zapata (Mario), Musacchio, Gonzalo Rodriguez (Zapata), Català; Camunas, Senna (Marchena), Soriano, De Guzman (Wakaso); Cani (Rossi); Nilmar.
lunedì 26 settembre 2011
Napoli, è semplice: devi dare il massimo
Superare il turno di Champions League: lo vogliono i tifosi, lo vuole l’allenatore, lo vuole la squadra. Lo ha esplicitato Lavezzi in conferenza stampa, alla vigilia di questo Napoli-Villareal un anno dopo, ambientazione Champions, il più prestigioso trofeo al mondo che ritrova il san Paolo dopo ventun’anni.
Superare il turno non sarà facile ma è possibile, possibile per il miglior Napoli però, non quello che ha giocato contro Chievo e Fiorentina. Questa Champions League, che porta via energie e punti, come dice Mazzarri, ora va quindi onorata nel modo più semplice: dando il massimo.
Dare il massimi per battere il Villareal, per far valere il fattore campo e far capire alle altre squadre del girone che il Napoli c’è e intende giocarsi le sue carte, rientrando tra le prime due, che virtualmente sono Manchester City e Bayern Monaco.
Tra gli spagnoli non ci sarà Rossi, tra gli azzurri mancheranno Maggio e Dzemaili. Il Napoli deve pensare solo ed esclusivamente a vincere e, paradossalmente, quando c’è un solo pensiero in testa le cose possono sembrare anche più facili.
Staremo a vedere, ma il Napoli deve cercare di far sua quella che è una grossa occasione per continuare a diventare grande.
Superare il turno non sarà facile ma è possibile, possibile per il miglior Napoli però, non quello che ha giocato contro Chievo e Fiorentina. Questa Champions League, che porta via energie e punti, come dice Mazzarri, ora va quindi onorata nel modo più semplice: dando il massimo.
Dare il massimi per battere il Villareal, per far valere il fattore campo e far capire alle altre squadre del girone che il Napoli c’è e intende giocarsi le sue carte, rientrando tra le prime due, che virtualmente sono Manchester City e Bayern Monaco.
Tra gli spagnoli non ci sarà Rossi, tra gli azzurri mancheranno Maggio e Dzemaili. Il Napoli deve pensare solo ed esclusivamente a vincere e, paradossalmente, quando c’è un solo pensiero in testa le cose possono sembrare anche più facili.
Staremo a vedere, ma il Napoli deve cercare di far sua quella che è una grossa occasione per continuare a diventare grande.
domenica 25 settembre 2011
Contro il Villareal vogliamo il miglior Napoli
Giocare troppo fa male, appanna, rende poco lucidi, stanca mente e corpo, perché in Italia oltre al campionato difficile c’è da fare i conti con un ambiente pieno di pressioni che vengono da ogni fronte.
Dopo la sconfitta di Verona con il Chievo, il Napoli non è andato oltre il pareggio con i viola della Fiorentina, dopo una gara giocata bene solo per un tempo, in cui, c’è da dirlo, la Fiorentina ha ben giocato, anche se è un po’ in credito con la fortuna soprattutto per un paio di rigori non visti dall’arbitro Valeri.
Non c’è molto tempo per riflettere, c’è da giocare ancora, senza sosta, almeno fino ai primi di ottobre, quando ci saranno le nazionali. Per Mazzarri e il suo gruppo bisogna recuperare in fretta, e riprendersi da questi parziali scivoloni, che in parte sono quasi previsti, fisiologici, programmati, considerando che anche le altre non sono continue già ad inizio campionato, e considerando che la Champions da sempre, come ha riconosciuto lo stesso Mazzarri, toglie energia e punti in campionato. Sì, in campionato, perché spesso quando si gioca in campionato prima dell’impegno europeo si è poco brillanti, e si rischia anche di perdere.
Perfetto, tutto giusto: ma adesso vogliamo il miglior Napoli. Quello stesso Napoli che ha brillato con Manchester e con Milan, lo vogliamo nuovamente con il Villareal. La formazione spagnola non avrà Giuseppe Rossi, infortunato, ed il Napoli, in casa, dovrà tentare il bottino pieno, cercando anche di vendicare l’eliminazione dello scorso anno in Europa League, quando gli azzurri furono mandati a casa pur giocando notevolmente meglio.
Adesso, dopo aver giustificato il Napoli di queste due prove opache in campionato, non ammettiamo scuse: in Champions League bisogna dare il massimo. Queste gare, solo per quello che rappresentano, devono dare motivazioni straordinarie, e moltiplicare le energie anche se già scarseggiano. Il pubblico riempirà lo stadio di cuori e colori azzurri, poi toccherà alla squadra riuscire nell’impresa e vincere per poter sperare nel passaggio del turno: contro il Villareal vogliamo a tutti i costi il miglior Napoli
Dopo la sconfitta di Verona con il Chievo, il Napoli non è andato oltre il pareggio con i viola della Fiorentina, dopo una gara giocata bene solo per un tempo, in cui, c’è da dirlo, la Fiorentina ha ben giocato, anche se è un po’ in credito con la fortuna soprattutto per un paio di rigori non visti dall’arbitro Valeri.
Non c’è molto tempo per riflettere, c’è da giocare ancora, senza sosta, almeno fino ai primi di ottobre, quando ci saranno le nazionali. Per Mazzarri e il suo gruppo bisogna recuperare in fretta, e riprendersi da questi parziali scivoloni, che in parte sono quasi previsti, fisiologici, programmati, considerando che anche le altre non sono continue già ad inizio campionato, e considerando che la Champions da sempre, come ha riconosciuto lo stesso Mazzarri, toglie energia e punti in campionato. Sì, in campionato, perché spesso quando si gioca in campionato prima dell’impegno europeo si è poco brillanti, e si rischia anche di perdere.
Perfetto, tutto giusto: ma adesso vogliamo il miglior Napoli. Quello stesso Napoli che ha brillato con Manchester e con Milan, lo vogliamo nuovamente con il Villareal. La formazione spagnola non avrà Giuseppe Rossi, infortunato, ed il Napoli, in casa, dovrà tentare il bottino pieno, cercando anche di vendicare l’eliminazione dello scorso anno in Europa League, quando gli azzurri furono mandati a casa pur giocando notevolmente meglio.
Adesso, dopo aver giustificato il Napoli di queste due prove opache in campionato, non ammettiamo scuse: in Champions League bisogna dare il massimo. Queste gare, solo per quello che rappresentano, devono dare motivazioni straordinarie, e moltiplicare le energie anche se già scarseggiano. Il pubblico riempirà lo stadio di cuori e colori azzurri, poi toccherà alla squadra riuscire nell’impresa e vincere per poter sperare nel passaggio del turno: contro il Villareal vogliamo a tutti i costi il miglior Napoli
sabato 24 settembre 2011
Le pagelle di Napoli-Fiorentina
De Sanctis 7: tre parate, di cui una che vale un gol, salvano il risultato.
Campagnaro 6,5: ingaggia un bel duello con Jovetic, che vince.
Cannavaro 6: preciso nelle chiusure, non sbaglia quasi nulla, festeggiando nel modo migliore la sua duecentesima presenza in serie A.
Fideleff 5,5: dopo l’erroraccio di Verona sembra sentire un po’ il colpo: non sempre preciso, a volte fuori posizione, cerca troppe volte l’anticipo, e a volte gli avversari lo beffano.
9’ s.t. Aronica 6: entra e fa valere la solita esperienza, anche se nel finale in difesa c’è davvero poco da lavorare.
Zuniga 7: non fa rimpiangere Maggio, anzi. Si impegna molto sulla fascia seminando lo scompiglio. I suoi cross però, quando sono precisi, non vengono tradotti in gol dagli attaccanti.
Inler 5,5: impreciso, distratto, poco dinamico. In pratica: irriconoscibile. La presenza di Montolivo dalle sue parti gli crea apprensione e ne limita le giocate.
Gargano 6,5: ancora una bella prova dell’uruguagio, nel suo stile: instancabile, su ogni pallone, mai domo.
Dossena 5,5: i suoi cross sono di poca quantità e di scarsa qualità. In difesa le cose miglior, quando aiuta Fideleff nei raddoppi.
Dal 27’ s.t. Pandev 5,5: non riesce a vedere la porta, anche se le occasioni per tirare non gli mancano.
Hamsik 5,5: nel primo tempo sbagli anche i passaggi più banali. Nella ripresa poi si fa forza e suona la carica, ma sente molto la pressione di Behrami, che lo tiene a bada egregiamente.
Lavezzi 6: come sempre conduce il Napoli all’attacco, ma il centrocampo e la difesa della Fiorentina sono troppo fitte anche per le sue strepitose giocate.
Dal 37’ s.t. Santana s.v.
Cavani 5,5: servito poco e male, sfiora il gol solo con un diagonale di poco fuori.
All.: Mazzarri 5,5: la squadra sta giocando troppo e diventa difficile anche per lui riuscire a dare le giuste motivazioni in ogni partita. Ne è un chiaro segnale la mancanza di grinta nei minuti finali, che lo scorso anno era un marchio di fabbrica. Giusta la scelta di schierare Fideleff titolare dopo l’errore di Verona, ma l’argentino non ha saputo ripagare la sua fiducia.
Campagnaro 6,5: ingaggia un bel duello con Jovetic, che vince.
Cannavaro 6: preciso nelle chiusure, non sbaglia quasi nulla, festeggiando nel modo migliore la sua duecentesima presenza in serie A.
Fideleff 5,5: dopo l’erroraccio di Verona sembra sentire un po’ il colpo: non sempre preciso, a volte fuori posizione, cerca troppe volte l’anticipo, e a volte gli avversari lo beffano.
9’ s.t. Aronica 6: entra e fa valere la solita esperienza, anche se nel finale in difesa c’è davvero poco da lavorare.
Zuniga 7: non fa rimpiangere Maggio, anzi. Si impegna molto sulla fascia seminando lo scompiglio. I suoi cross però, quando sono precisi, non vengono tradotti in gol dagli attaccanti.
Inler 5,5: impreciso, distratto, poco dinamico. In pratica: irriconoscibile. La presenza di Montolivo dalle sue parti gli crea apprensione e ne limita le giocate.
Gargano 6,5: ancora una bella prova dell’uruguagio, nel suo stile: instancabile, su ogni pallone, mai domo.
Dossena 5,5: i suoi cross sono di poca quantità e di scarsa qualità. In difesa le cose miglior, quando aiuta Fideleff nei raddoppi.
Dal 27’ s.t. Pandev 5,5: non riesce a vedere la porta, anche se le occasioni per tirare non gli mancano.
Hamsik 5,5: nel primo tempo sbagli anche i passaggi più banali. Nella ripresa poi si fa forza e suona la carica, ma sente molto la pressione di Behrami, che lo tiene a bada egregiamente.
Lavezzi 6: come sempre conduce il Napoli all’attacco, ma il centrocampo e la difesa della Fiorentina sono troppo fitte anche per le sue strepitose giocate.
Dal 37’ s.t. Santana s.v.
Cavani 5,5: servito poco e male, sfiora il gol solo con un diagonale di poco fuori.
All.: Mazzarri 5,5: la squadra sta giocando troppo e diventa difficile anche per lui riuscire a dare le giuste motivazioni in ogni partita. Ne è un chiaro segnale la mancanza di grinta nei minuti finali, che lo scorso anno era un marchio di fabbrica. Giusta la scelta di schierare Fideleff titolare dopo l’errore di Verona, ma l’argentino non ha saputo ripagare la sua fiducia.
Napoli-Fiorentina 0-0
Napoli: De Sanctis, Campagnaro, Cannavaro, Fideleff (9' st Aronica), Zuniga, Inler, Gargano, Dossena (27' st Pandev), Hamsik, Lavezzi (37' st Santana), Cavani. A disp. Rosati, Fernandez, Chavez, Mascara. All. Mazzarri
Fiorentina: Boruc, Cassani, Gamberini, Natali, Pasqual, Behrami, Montolivo (42' st Lazzari), Munari (34' st Kharja), Cerci, Jovetic, Vargas (23' st Romulo). A disp. Neto, Nastasic, De Silvestri, Silva. All. Mihajlovic
Arbitro: Valeri di Roma
Se non altro è la prima partita in cui il Napoli non subisce reti, ma finisce zero a zero. Per gli azzurri un solo punto, una partita brutta, poco convincete, senza la grinta dei tempi miglior, e con un passo indietro sul piano del gioco, in particolare a centrocampo.
Mancano le idee a questo Napoli, affaticato dalle partite continue, e se la Fiorentina ha i meriti di difendersi molto bene e bloccare i centri di gioco come Inler e Hamsik, oltre a presidiare costantemente le fasce, è pur vero che gli azzurri non riescono a trovare soluzioni alternative per andare a rete.
Nel primo tempo è addirittura la Fiorentina a meritare il vantaggio, rendendosi pericolosa più spesso rispetto alla formazione di Mazzarri. Nella ripresa invece il Napoli finalmente si fa vivo in avanti, e la pressione dura tutto il tempo, ma non basta: la palla non entra.
Arriva così il primo pari della stagione, ma non c’è tempo per pensare. Bisogna concentrarsi già sulla prossima gara, martedì, di Champions League: l’Europa non perdona, quindi certi errori non vanno assolutamente ripetuti. Dopo due partite di fila di assenza, ora ci sarà bisogno di nuovo del vero Napoli, quello che conosciamo, amiamo, e che ci piace di più.
Fiorentina: Boruc, Cassani, Gamberini, Natali, Pasqual, Behrami, Montolivo (42' st Lazzari), Munari (34' st Kharja), Cerci, Jovetic, Vargas (23' st Romulo). A disp. Neto, Nastasic, De Silvestri, Silva. All. Mihajlovic
Arbitro: Valeri di Roma
Se non altro è la prima partita in cui il Napoli non subisce reti, ma finisce zero a zero. Per gli azzurri un solo punto, una partita brutta, poco convincete, senza la grinta dei tempi miglior, e con un passo indietro sul piano del gioco, in particolare a centrocampo.
Mancano le idee a questo Napoli, affaticato dalle partite continue, e se la Fiorentina ha i meriti di difendersi molto bene e bloccare i centri di gioco come Inler e Hamsik, oltre a presidiare costantemente le fasce, è pur vero che gli azzurri non riescono a trovare soluzioni alternative per andare a rete.
Nel primo tempo è addirittura la Fiorentina a meritare il vantaggio, rendendosi pericolosa più spesso rispetto alla formazione di Mazzarri. Nella ripresa invece il Napoli finalmente si fa vivo in avanti, e la pressione dura tutto il tempo, ma non basta: la palla non entra.
Arriva così il primo pari della stagione, ma non c’è tempo per pensare. Bisogna concentrarsi già sulla prossima gara, martedì, di Champions League: l’Europa non perdona, quindi certi errori non vanno assolutamente ripetuti. Dopo due partite di fila di assenza, ora ci sarà bisogno di nuovo del vero Napoli, quello che conosciamo, amiamo, e che ci piace di più.
venerdì 23 settembre 2011
Il Napoli merita tifosi intelligenti
E’ bastata una sconfitta, tra l’altro clamorosa e un po’ anche casuale, per gettare il Napoli dalle stelle alle stalle. C’era da aspettarselo da una piazza come Napoli, che si esalta e si deprime facilmente, ma adesso dobbiamo star calmi, perché quest’anno anche i tifosi devono dimostrare di essere all’altezza della situazione, come fanno sugli spalti.
Sui social network, nelle trasmissioni delle reti locali, sui giornali e sui siti dedicati sono tante le critiche verso il Napoli e verso il tecnico Mazzarri, per la sconfitta di Verona, che in realtà doveva avere le sembianze di uno scialbo zero a zero, se non fosse stato per l’episodio assurdo che ha portato al gol del fortunatissimo Moscardelli.
Un gol e una sconfitta che fano sprofondare tutti nella depressione e nella critica acerrima. Tutti quelli che hanno esaltato gli azzurri per la tripletta di Cavani al Milan ora sono gli stessi che dicono che la squadra è inadeguata e l’allenatore è un brocco. Assurdo.
Mercoledì Mazzarri ha dato certo luogo ad un turn over inedito per il Napoli, che negli anni addietro lo aveva sì adottato, ma non in maniera così massiccia, dando spazio addirittura a ben sei seconde linee, e lasciando ai box il trio delle meraviglie Cavani, Lavezzi, Hamsik. Il Napoli ha fatto fatica a macinare gioco, ma era normale, con un Chievo che si difende in dieci e con una squadra che non ha mai giocato assieme.
L’errore di Fideleff, fino a quel momento molto positivo, ha tagliato le gambe alla squadra ed al giocatore stesso, e nemmeno gli ingressi dei migliori, Inler compreso, è riuscito a dare alla squadra quella scossa che le avrebbe permesso di raddrizzare l’incontro.
Fare un turn over così è rischioso, come abbiamo visto, ma probabilmente può essere utile per far capire a chi non è esattamente titolare, che quest’anno c’è bisogno anche di lui, e se chiamato in causa non dovrà far rimpiangere gli assenti. E’ probabile che questa situazione si ripeterà altre volte durante questa lunga ed estenuante stagione, e tutta la rosa deve essere pronta a giocare contro chiunque, senza mai sottovalutare nessuna squadra. Umili, quindi, e mai presuntuosi: un po’ di presunzione ieri in effetti l’abbiamo vista, inutile negarlo, ma la si è regolarmente pagata.
Non bisogna abbattersi quando si perde, né esagerare con gli elogi quando si vince. Questa squadra è forte, può far bene, ma è giusto non fare proclami esagerati, né darle addosso al primo passo falso. LA serie A è sempre più tesa e nervosa, come lo dimostrano le espulsioni in crescita e le tre pancine già saltate, e noi dobbiamo cercare di distinguerci se vogliamo fare la differenza quest’anno. Abbiamo tutte le carte in regola per riuscirci, ma dobbiamo fare il nostor e crederci innanzitutto noi tifosi, con il nostro comprotamento.
Mazzarri non è uno stupido, anche se queste decisioni sono nuove anche per lui. Imparerà col tempo a fare il turn over nel miglior modo possibile senza indebolire l’intelaiatura della squadra. In questa stagione si ha bisogno di tutti, e ancora di più degli straordinari tifosi. Ma che facciano i tifosi intelligenti, come merita il Napoli, e oltre ad essere strepitosi sugli spalti lo siano anche in tutte le altre loro manifestazioni nei confronti della squadra.
Sui social network, nelle trasmissioni delle reti locali, sui giornali e sui siti dedicati sono tante le critiche verso il Napoli e verso il tecnico Mazzarri, per la sconfitta di Verona, che in realtà doveva avere le sembianze di uno scialbo zero a zero, se non fosse stato per l’episodio assurdo che ha portato al gol del fortunatissimo Moscardelli.
Un gol e una sconfitta che fano sprofondare tutti nella depressione e nella critica acerrima. Tutti quelli che hanno esaltato gli azzurri per la tripletta di Cavani al Milan ora sono gli stessi che dicono che la squadra è inadeguata e l’allenatore è un brocco. Assurdo.
Mercoledì Mazzarri ha dato certo luogo ad un turn over inedito per il Napoli, che negli anni addietro lo aveva sì adottato, ma non in maniera così massiccia, dando spazio addirittura a ben sei seconde linee, e lasciando ai box il trio delle meraviglie Cavani, Lavezzi, Hamsik. Il Napoli ha fatto fatica a macinare gioco, ma era normale, con un Chievo che si difende in dieci e con una squadra che non ha mai giocato assieme.
L’errore di Fideleff, fino a quel momento molto positivo, ha tagliato le gambe alla squadra ed al giocatore stesso, e nemmeno gli ingressi dei migliori, Inler compreso, è riuscito a dare alla squadra quella scossa che le avrebbe permesso di raddrizzare l’incontro.
Fare un turn over così è rischioso, come abbiamo visto, ma probabilmente può essere utile per far capire a chi non è esattamente titolare, che quest’anno c’è bisogno anche di lui, e se chiamato in causa non dovrà far rimpiangere gli assenti. E’ probabile che questa situazione si ripeterà altre volte durante questa lunga ed estenuante stagione, e tutta la rosa deve essere pronta a giocare contro chiunque, senza mai sottovalutare nessuna squadra. Umili, quindi, e mai presuntuosi: un po’ di presunzione ieri in effetti l’abbiamo vista, inutile negarlo, ma la si è regolarmente pagata.
Non bisogna abbattersi quando si perde, né esagerare con gli elogi quando si vince. Questa squadra è forte, può far bene, ma è giusto non fare proclami esagerati, né darle addosso al primo passo falso. LA serie A è sempre più tesa e nervosa, come lo dimostrano le espulsioni in crescita e le tre pancine già saltate, e noi dobbiamo cercare di distinguerci se vogliamo fare la differenza quest’anno. Abbiamo tutte le carte in regola per riuscirci, ma dobbiamo fare il nostor e crederci innanzitutto noi tifosi, con il nostro comprotamento.
Mazzarri non è uno stupido, anche se queste decisioni sono nuove anche per lui. Imparerà col tempo a fare il turn over nel miglior modo possibile senza indebolire l’intelaiatura della squadra. In questa stagione si ha bisogno di tutti, e ancora di più degli straordinari tifosi. Ma che facciano i tifosi intelligenti, come merita il Napoli, e oltre ad essere strepitosi sugli spalti lo siano anche in tutte le altre loro manifestazioni nei confronti della squadra.
giovedì 22 settembre 2011
Le pagelle di Chievo-Napoli
De Sanctis 6: due belle parate, poi non può nulla contro la bordata di Moscardelli che porta al gol.
Fernandez 5,5: parte bene, poi pecca di qualche imprecisione.
Aronica 6,5: nell’inedita posizione di centrale se la cava piuttosto bene.
Fideleff 5,5: all’esordio in serie A, visto per la prima volta all’opera dà ottime sensazione sul senso di posizione, caparbietà negli interventi e grande carattere. Poi il flop: un errore difensivo terribile stoppa il pallone per Moscardelli, che segna, e fa vincere il Chievo.
Maggio 6: gara ordinata e precisa sulla fascia.
Dal 13’ s.t. Inler 5,5: stranamente impreciso e nervoso.
Gargano 6,5: bissa la buona prova con il Milan con una gara molto positiva, da buon motorino inesauribile quale è.
Dzemaili 5,5: non riesce ad incidere nell’economia del match, gli manca il passaggio o il turo decisivo.
Zuniga 6: qualche interessante giocata sulla fascia, ma poca concretezza.
Santana 5: mai in gara.
Dal 13’ s.t. Cavani 5,5: ci prova ma non riesce a concludere come sa fare.
Mascara 5,5: si batte ma conclude poco. Un bel colpo di testa di poco fuori è forse la conclusione più pericolosa di questo Napoli in versione infrasettimanale.
Dal 26’ s.t. Hamsik s.v.
Pandev 5,5: troppo lontano dalla porta, non riesce mai a tirare.
All.: Mazzarri 5: il turn over alla fine è risultato eccessivo, stando a quanto dice il risultato. E’ giusto fa riposare i pezzi migliori visto che si gioca troppo, ma probabilmente il tecnico ha un po’ esagerato. Ora gli toccherà rimotivare Fideleff e Fernandez, forse un po’ segnati da qualche errore.
Fernandez 5,5: parte bene, poi pecca di qualche imprecisione.
Aronica 6,5: nell’inedita posizione di centrale se la cava piuttosto bene.
Fideleff 5,5: all’esordio in serie A, visto per la prima volta all’opera dà ottime sensazione sul senso di posizione, caparbietà negli interventi e grande carattere. Poi il flop: un errore difensivo terribile stoppa il pallone per Moscardelli, che segna, e fa vincere il Chievo.
Maggio 6: gara ordinata e precisa sulla fascia.
Dal 13’ s.t. Inler 5,5: stranamente impreciso e nervoso.
Gargano 6,5: bissa la buona prova con il Milan con una gara molto positiva, da buon motorino inesauribile quale è.
Dzemaili 5,5: non riesce ad incidere nell’economia del match, gli manca il passaggio o il turo decisivo.
Zuniga 6: qualche interessante giocata sulla fascia, ma poca concretezza.
Santana 5: mai in gara.
Dal 13’ s.t. Cavani 5,5: ci prova ma non riesce a concludere come sa fare.
Mascara 5,5: si batte ma conclude poco. Un bel colpo di testa di poco fuori è forse la conclusione più pericolosa di questo Napoli in versione infrasettimanale.
Dal 26’ s.t. Hamsik s.v.
Pandev 5,5: troppo lontano dalla porta, non riesce mai a tirare.
All.: Mazzarri 5: il turn over alla fine è risultato eccessivo, stando a quanto dice il risultato. E’ giusto fa riposare i pezzi migliori visto che si gioca troppo, ma probabilmente il tecnico ha un po’ esagerato. Ora gli toccherà rimotivare Fideleff e Fernandez, forse un po’ segnati da qualche errore.
mercoledì 21 settembre 2011
Chievo-Napoli 1-0
Chievo: Sorrentino, Sardo, Morero, Cesar, Jokic, Rigoni, Bradley, Hetemaj, Cruzado (14' st Sammarco), Paloschi (39' st Mandelli), Thereau (14' st Moscardelli). A disp. Puggioni, Frey, Vacek, Grandolfo. All. Di Carlo
Napoli: De Sanctis, Fernandez, Aronica, Fideleff, Maggio (13' st Inler), Gargano, Dzemaili, Zuniga, Santana (13' st Cavani), Mascara (26' st Hamsik), Pandev. A disp. Rosati, Grava, Cannavaro, Chavez. All. Mazzarri
Arbitro: Damato di Barletta
Marcatore: 27' st Moscardelli
Note: ammoniti Fideleff, Inler, Sorrentino, Rigoni
In serie A non si può sottovalutare nessuno. Col senno di poi Mazzarri forse non rifarebbe la scelta di cambiare la squadra per otto undicesimi rispetto a quella che domenica ha battuto il Milan. Ma il turn over bisogna farlo quest’anno, e sconfitte come quella maturata contro il Chievo forse ci aiuteranno anche a crescere sugli errori, far crescere anche l’allenatore. Non sono bastati gli innesti di hamsik, Cavani e Inler per raddrizzare la gara.
Un Napoli brutto, come brutta è stata la partita, sbloccata solo da un episodio, in cui il Napoli, con il buon Fideleff, all’esordio, fa harakiri spianando a Moscardelli la strada per un rigore in movimento da tre punti.
Tutto qui. Niente punti e ora guardiamo avanti: sabato c’è già la Fiorentina, e forse sarà ancora turn over. Ma probabilmente Mazzarri non lo farà di nuovo in maniera così massiccia.
Napoli: De Sanctis, Fernandez, Aronica, Fideleff, Maggio (13' st Inler), Gargano, Dzemaili, Zuniga, Santana (13' st Cavani), Mascara (26' st Hamsik), Pandev. A disp. Rosati, Grava, Cannavaro, Chavez. All. Mazzarri
Arbitro: Damato di Barletta
Marcatore: 27' st Moscardelli
Note: ammoniti Fideleff, Inler, Sorrentino, Rigoni
In serie A non si può sottovalutare nessuno. Col senno di poi Mazzarri forse non rifarebbe la scelta di cambiare la squadra per otto undicesimi rispetto a quella che domenica ha battuto il Milan. Ma il turn over bisogna farlo quest’anno, e sconfitte come quella maturata contro il Chievo forse ci aiuteranno anche a crescere sugli errori, far crescere anche l’allenatore. Non sono bastati gli innesti di hamsik, Cavani e Inler per raddrizzare la gara.
Un Napoli brutto, come brutta è stata la partita, sbloccata solo da un episodio, in cui il Napoli, con il buon Fideleff, all’esordio, fa harakiri spianando a Moscardelli la strada per un rigore in movimento da tre punti.
Tutto qui. Niente punti e ora guardiamo avanti: sabato c’è già la Fiorentina, e forse sarà ancora turn over. Ma probabilmente Mazzarri non lo farà di nuovo in maniera così massiccia.
Chievo-Napoli: le probabili formazioni
Turn over serio stasera per il Napoli. Sarà la prima volta in cui Mazzarri ricorrerà ad un avvicendamento vero e proprio, massiccio, per far rifiatare qualcuno e dare spazio a chi ha giocato di meno, tenendo presente che in questo mese di settembre si gioca ogni due giorni.
Non convocati Lavezzi, Lucarelli (non si capisce sinceramente perché), Campagnaro e Dossena (colpito da un lutto). In campo le seconde linee ma attenzione: guai a sottovalutare il Chievo. La prova di stasera del Napoli è finalizzata proprio a capire se le seconde linee possono essere allaltezza delle prime. Anche se non ci sarà Pellissier, l’elemento più forte del Chievo, la formazione di Di Carlo è una vera e propria bestia nera per il Napoli. Le riserve devono fare i titolari, per mantenere il passo giusto per poter sognare e mantenere un passo da grande.
Queste le probabili formazioni che scenderanno in campo stasera:
CHIEVO (4-3-1-2): Sorrentino; Sardo (Frey), Andreolli, Cesar, Jokic; Bradley (Vacek), Rigoni, Hetemaj; Cruzado; Paloschi, Moscardelli (Thereau).
NAPOLI (3-4-2-1): De Sanctis; Fernandez, Cannavaro, Aronica; Maggio, Dzemaili, Inler, Zuniga; Hamsik, Santana; Pandev.
Non convocati Lavezzi, Lucarelli (non si capisce sinceramente perché), Campagnaro e Dossena (colpito da un lutto). In campo le seconde linee ma attenzione: guai a sottovalutare il Chievo. La prova di stasera del Napoli è finalizzata proprio a capire se le seconde linee possono essere allaltezza delle prime. Anche se non ci sarà Pellissier, l’elemento più forte del Chievo, la formazione di Di Carlo è una vera e propria bestia nera per il Napoli. Le riserve devono fare i titolari, per mantenere il passo giusto per poter sognare e mantenere un passo da grande.
Queste le probabili formazioni che scenderanno in campo stasera:
CHIEVO (4-3-1-2): Sorrentino; Sardo (Frey), Andreolli, Cesar, Jokic; Bradley (Vacek), Rigoni, Hetemaj; Cruzado; Paloschi, Moscardelli (Thereau).
NAPOLI (3-4-2-1): De Sanctis; Fernandez, Cannavaro, Aronica; Maggio, Dzemaili, Inler, Zuniga; Hamsik, Santana; Pandev.
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