giovedì 23 settembre 2010

Mazzarri contro l'arbitro... scandaloso!

foto: www.calcioline.com


“Al Chievo è andato tutto bene, errori arbitrali inclusi”. Firmato Walter Mazzarri, tecnico del Napoli, subito dopo la gara persa, meritatamente, dal Napoli contro il Chievo. Indiscutibilmente scandaloso il tecnico, con le sue dichiarazioni, considerando come ha giocato il Napoli. Male malissimo, da azzurro sbiadito, dove gli errori arbitrali, seppur netti, si confondono in un Chievo che ha saputo organizzarsi, far fronte alla partenza sprint del Napoli, vanificarne le sortite, e farsi avanti sfruttando le distrazioni della retroguardia partenopea. Il delitto perfetto, insomma, a cui il Napoli non ha saputo trovare movente né assassino, anzi, si è fatto assassinare da una squadra che è stata umile, ed ha saputo approfittare un po’ di tutto: arbitro, stanchezza degli azzurri, errori, velocità, organizzazione del gioco.

Mazzarri, che continua a parlare di serate storte quando si gioca male e non si vince, farebbe bene a fare un po’ un esame di coscienza. Se questo Napoli non gira è colpa anche sua, e motivare con scuse così banali irrita i tifosi, che visto il loro amore una spiegazione plausibile la meritano pure. In più se la prende con l’arbitro, che avrebbe condizionato l’incontro a favore del Chievo. Ma scherziamo?
Caro Mazzarri, riguardati la partita con la squadra, in modo da rendervi conto di come siete stati scandalosi, in particolare in difesa. Rendetevi conto che la colpa di questa sconfitta è vostra, non dell’arbitro. Ed in particolare tua, Mazzarri, perché, seppur la squadra è stanca, fa fatica a giocare così spesso e con la rosa risicata, spprattutto ora che il campionato è agli inizi, è pur vero che tu, che sei l’allenatore, devi fare qualcosa per evitare di perdere, rivoluzionando la squadra a partita in corso, leggendo le difficoltà della squadra per cambiarne l’assetto in maniera decisiva. Questo non sta avvenendo, e la figura di Mazzarri si sta ridimensionando. Farebbe bene, lui e la squadra, a cambiare presto rotta, per evitare di pagarne le conseguenze in prima persona.

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