lunedì 20 settembre 2010

Sampdoria-Napoli 1-2

Sampdoria: Curci, Zauri, Gastaldello, Lucchini, Zauri, Semioli (27' st Mannini), Palombo, Dessena, Guberti (35' st Koman), Cassano, Pazzini (30' st Pozzi). A disp. Da Costa, Obiang, Cacciatore, Volta. All. Di Carlo
Napoli: De Sanctis, Grava, Cannavaro, Campagnaro, Maggio, Pazienza, Gargano, Dossena, Hamsik, Cavani, Lavezzi (46' st Sosa). A disp. Iezzo, Aronica, Vitale, Cribari, Yebda, Dumitru. All. Mazzarri
Arbitro: Valeri di Roma
Marcatori: 33' st Cassano rig. (S), 38' st Hamsik (N), 41' st Cavani (N)
Note: ammoniti Lucchini, Campagnaro, Lavezzi, Grava, Gargano, Pazienza, Curci, Gastaldello, Mannini.

Il cuore c’è, almeno quello. La volontà pure. Ora aspettiamo la lucidità, mantenendo i piedi per terra, e potremo divertirci come l’anno scorso, spazzando via polemiche e voci di un Napoli che finora non è stato il vero Napoli, ma da come ha saputo rimontare con la Samp, pare proprio essere sulla strada giusta.

Il primo tempo è tutto azzurro, ma chiariamoci: la squadra ha prodotto molto, ma con scarsa lucidità, sbagliando molti passaggi, a volte anche quelli più banali. Attacca all’arma bianca, ma non tira mai in porta. La Samp sta a guardare, perché c’è poco da fare. Gli azzurri sembrano quelli che hanno giocato contro l’Utrecht, e la squadra sembra avviarsi verso un anonimo e inguardabile zero a zero.

Nella ripresa poi, gli episodi sbloccano il tutto. Gargano prende il suo primo palo sulla prima punizione ben tirata, ma a passare è la Samp, con un rigore dubbio trasformato da Cassano, atterrato da Cannavaro.

Tutti pensano alla beffa, ma stavolta non è così. Gargano, ancora lui, sorprende nuovamente per l’intelligenza, servendo suo cognato Hamsik in area, e lo slovacco finalmente si sveglia, e segna un rigore in movimento con un bel sinistro. Ancora un episodio, insomma, pareggia i conti.

Ma quello che succede pochi minuti dopo è cuore Napoli, e non si tratta di un episodio, ma è frutto della grinta e la voglia di vincere che finalmente è tornata. Lavezzi, fino a quel momento irritante per imprecisione e scarsa voglia di fare, serve un grande assist al centro per Cavani. La palla sembra imprendibile, ma l’uruguaiano si produce in una zampata da attaccante vero, il suo destro velenoso da due passi rotola lentamente in porta. E’ l’apoteosi Napoli, il Napoli che ricordiamo, che vince le partite nei minuti finali, perchpè ci crede fino alla fine, perché ha voglia di vincere e non è quella squadra arruffona che abbiamo visto giovedì.

Mercoledì si torna a giocare. Cuore Napoli, non smettere di battere, ma ricordati che sai vincere!




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